Zona universitaria. Lepore: “Droga emergenza numero uno”

Bologna, 19 lug. – “La zona universitaria necessità di una cura particolare e di un cambiamento radicale. Gli sforzi e le risorse impiegate sono tante, troppo spesso però si è ricominciato da capo. La droga è senza dubbio l’emergenza numero uno. Tutto si collega. Siamo tornati ai livelli di consumo degli anni ’70-’80 e questo è un fenomeno di tutte le grandi città”. A scriverlo, su facebook, è l’assessore del Comune di Bologna Matteo Lepore.

Lepore, chiamato in causa in una discussione sul social network, risponde a Giovanni Panebianco, giornalista bolognese residente in via Acri, a pochi passi da Piazza Verdi e dalla zona universitaria. In un lungo post Panebianco, che in via Acri vive da 5 anni, racconta quel che vede tutti i giorni uscendo ed entrando in casa.”Una Bologna sofferente, divorata dai rifiuti e dall’eroina, vero cancro della zona universitaria. Una Bologna che grida aiuto in silenzio, decadente, abbandonata a se stessa, che si muove su base giornaliera in 20 metri quadrati, lo spazio che separa via Acri da via Vinazzetti, tra siringhe, assorbenti usati, escrementi e urina. La Bologna del buco che ha trovato la sua culla di morte qui, sotto casa mia, nella no man’s land in pieno centro, a cielo aperto se non fosse per i portici che aspirano a diventare patrimonio dell’Unesco. In quella zona che dovrebbe essere il cuore pulsante di una nuova cultura rinascimentale per una città che vuole essere città d’Europa, ma che ricorda di più una banlieu, dove la polizia fatica a trovare il coraggio di entrare in uniforme. E allora da giornalista, ma soprattutto da cittadino nato e cresciuto a Bologna, invito voi istituzioni e autorità a farvi un giro nel nostro vivere quotidiano”.

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