Spunta una Yurta in piazza dell’Unità – FOTO

Bologna, 27 mag. – Ha fatto capolino da ieri nel cuore della Bolognina una colorata Yurta, una tenda circolare di tradizione mongola, costruita artigianalmente, che per un mese ospiterà spettacoli e laboratori di teatro. Sotto i diversi sguardi curiosi degli abitanti di piazza dell’Unità i componenti del Teatro della Beffa sono impegnati nei preparativi: c’è chi vernicia e chi accorda gli strumenti sotto i teloni della Yurta.

“In molti ci guardano e pian piano arrivano a chiedere chi siamo e cosa faremo” ci racconta Yuri Dini, coordinatore della Yurta Maktub del Teatro della Beffa. “E’ una piazza popolata, ricca di differenze e anche difficile: noi siamo qua e dormiremo qua. L’idea è quella di coinvolgere le persone che vivono la piazza, senza disturbare quello che si fa di solito all’interno della piazza”. E infatti uno dei canestri è stato lasciato libero, per i molti ragazzi che lo utilizzano. Il progetto è stato inserito all’interno di “Convivere Bolognina“, il progetto del quartiere Navile pensato a questa zona della città.

Cosa verrà ospitato sotto la yurta? La mattina laboratori di yoga, tai chi, danza buto. Il pomeriggio le prove per gli spettacoli della sera. La domenica ci saranno spettacoli per bambini. Gli eventi serali vedranno alternarsi artisti, oltre che del Teatro della Beffa, di Noa. Musicisti di jazz sperimentale come Edoardo Marraffa, Guglielmo Pagnozzi, Lullo Mosso, Alberto Capelli incontreranno danzatori di butoh. Ci sarà anche una collaborazione tra scienza e arte, con Carlo Ventura, un primario del Sant’Orsola. Il 2 e 3 giugno, ci spiega Yuri, il tentativo è quello di ricostruire un  mondo subcellulare, attorno al quale ci saranno le performance, per far tornare a dialogare scienza e arte “dopo millenni di rispettivo ostracismo”. Ci saranno spettacoli di burattini basati su oggetti di riciclo. Il 18 giugno uno spettacolo su Pierpaolo Pasolini e Maria Callas, “Ti scrivo dalle nuvole”.

Si parte da giovedì 29 maggio. “Ripassate quando sarà tutto montato” è il saluto degli artisti, indaffarati nei lavori.

 

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