Xm24 tra trattative, promesse e minacce di sgombero. Storia di un dialogo difficile

Bologna, 6 ago. – Dal 25 luglio, giorno in cui era scattata l’ordinanza, il centro sociale autogestito di via Fioravanti si stava preparando a un blitz ormai imminente dandosi appuntamento ogni mattina all’alba per le “colazioni resistenti”. Ieri gli attivisti hanno diffuso online un “vademecum” dello sgombero, invitando chiunque volesse partecipare a portare acqua e caffè, cibo, ma anche coperchi, fischietti, maschere, per dar vita al presidio di “resistenza creativa indimenticabile”. Caduta qualsiasi possibilità di mediazione avviata dal 2017 ad oggi, negli ultimi mesi si erano moltiplicate le iniziative contro lo sgombero (“il nulla che avanza”, l’avevano definito), una delle quali aveva portato in piazza migliaia di persone in occasione della manifestazione di risposta a una delle lettere di sfratto ricevute.

L’ultimo incontro in Questura tra gli attivisti e amministrazione comunale si era svolto giovedì 1 agosto in presenza del capo di gabinetto del sindaco Virginio Merola, così come comunicato nei canali ufficiali dei collettivi il 4 agosto. In quell’occasione il Comune avrebbe ribadito la volontà di rientrare in possesso degli spazi pubblici di via Fioravanti 24 per la realizzazione dell’annunciato co-housing. “Nessuna adeguata alternativa per ricollocare Xm24”, avevano scritto gli attivisti, ad esclusione della proposta di conservare il materiale in un magazzino temporaneo, rigettata. La loro controproposta, già discussa in precedenza, contemplava quattro potenziali spazi alternativi, tra cui alcuni di carattere pubblico in disuso, come l’ex deposito Tper di via Donato Creti. I collettivi si erano detti disponibili a trasferirsi immediatamente in almeno uno di questi per evitare di rimanere senza una casa, ma l’amministrazione non ha accetato la proposta.


Il co-housing.
Su Xm24, ovvero Ex Mercato Ortofrutticolo di via Fioravanti 24, i piani sono cambiati più volte: sventato il rischio demolizione parziale per far posto a rotonda nel 2013 grazie al dipinto di Blu “Occupy Mordor”, il sindaco Merola aveva annunciato una caserma dei Carabinieri, poi si era parlato di una Casa della letteratura e infine dell’attuale progetto del co-housing, comunicato nel novembre del 2018, sul modello del già esistente Porto15. Nel marzo di quest’anno il progetto è stato inserito nel piano “Mille case per Bologna”: ristrutturazioni di case attualmente sfitte e nuovi interventi per rispondere al problema dell’emergenza abitativa in città attraverso alloggi per giovani, famiglie, anziani e studenti fuorisede. Un investimento complessivo di 61 milioni, di cui 2 stanziati per il co-housing (una variazione di bilancio votata dal Consiglio comunale), che porterà in Via Fioravanti una decina di appartamenti e locali ad uso collettivo.

La storia di Xm24. Il centro sociale autogestito abita l’edificio di accesso al vecchio Mercato Ortofrutticolo, abbandonato quando nel 1994 fu trasferito al Caab, area che oggi ospita il parco del cibo Fico Eataly World. È animato da una ventina di realtà e progetti stabili che vanno dalla Ciclofficina popolare Ampioraggio, passando per il collettivo informatico HacklabBo, lo sportello Lab57-Alchemica che fornisce primo soccorso a chi abusa di sostanze psicoattive, le palestre popolari Palestrina libera per le pratiche yoga e la Teofilo Stevenson per la boxe, fino alla scuola autogestita di italiano con migranti; il giovedì sera ospita il mercato contadino settimanale di CampiAperti e nel corso dell’anno iniziative e festival di carattere politico e culturale, musica indipendente, autoproduzioni editoriali e arti circensi.

Gli attivisti arrivano in Bolognina nel 2002 quando l’esperienza di autogestione di cui facevano parte, Contropiani, concorda con l’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Guazzaloca il trasferimento delle attività da via Ranzani. Il distretto di 30 ettari in cui si trova Xm24, comparto R 5.2, è racchiuso tra via Carracci, via Gobetti, via Fioravanti e villa Angeletti ed è vincolato dal Piano particolareggiato approvato dal Consiglio Comunale nel luglio del 2006 elaborato nell’ambito di un laboratorio di progettazione partecipata. I lavori di riqualificazione in quest’area sono partiti nel 2007, ad oggi molti ancora devono essere conclusi: mancano alloggi di edilizia sociale, un parco, una scuola, mentre sono stati portati a termine alcune residenze della Trilogia Navile e il poliambulatorio Casa della Salute.

La convenzione a titolo gratuito con l’assessorato comunale alla Cultura viene però firmato solo il 20 dicembre 2013. A stipularla è un “soggetto terzo garante”, il Comitato per la Promozione e la Tutela delle Esperienze Sociali Autogestite, che sancisce il diritto di rimanere fino al 31 dicembre 2016; in cambio sono previsti i pagamenti delle utenze, i lavori di manutenzione ordinaria, la gestione degli ingressi delle persone nello stabile. Nel testo della convenzione viene riconosciuto al centro sociale il merito di aver recuperato “un’area vuota, abbandonata e che si stava degradando”. Al suo scadere, tre anni dopo, l’amministrazione comunica però che non verrà rinnovata e che gli attivisti dovranno lasciare lo spazio entro giugno 2017. “È venuta a mancare la compatibilità con il contesto urbano in cui si trova”, dirà il capogruppo Pd Claudio Mazzanti: la necessità di spostare Xm24 dalla Bolognina sembra condivisa da centrodestra e centrosinistra, ad esclusione di una minoranza composta da consiglieri quali il dem Francesco Errani, Federico Martelloni ed Emily Clancy (Coalizione Civica).

Trascorrono due anni di scontri e tentativi di mediazione. Viene offerto dal Comune il capannone del Link in via Fantoni, viene proposto un percorso verso l’ex Centrale del Latte di via Corticella 129 (assegnato poi a Crash), si cerca tra le aree ferroviarie. Gli attivisti dichiarano che l’assessore Matteo Lepore avrebbe inoltre contattato un privato che si era dimostrato disponibile. Ogni ipotesi condivisa però si risolve in un nulla di fatto. Da un lato il Comune ha necessità di rientrare in possesso dello stabile il prima possibile, dall’altro gli attivisti vogliono rimanere in Bolognina e non sono disposti a passare da percorsi burocratici in antitesi con l’autogestione. Proprio negli ultimi mesi Xm24 ha inoltre partecipato a un percorso con altre realtà del quartiere, Banca Rotta Srl, per l’assegnazione di un piccolo spazio in via Fioravanti 12, sul quale però è stato ribadito più volte che “non sarà mai adeguato a ospitare le iniziative”.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.