Xm24 chiama, gli assessori rispondono. Lepore: “Lettera di sfratto atto tecnico”

Bologna, 10 apr. – Il muro di Xm24 torna grigio. Ma non resterà così per sempre perché la nuova passata di colore servirà come base per il suo rifacimento, ovviamente in chiave artistica. L’operazione di tinteggiatura è avvenuta ieri, e ha riportato il muro al “grigio di Blu” del marzo 2016, quando lo street artist cancellò il suo murales e la notizia fece il giro del mondo. Se allora la battaglia degli attivisti di Xm era contro “il saccheggio della street art” legato alla mostra promossa da Genus Bononiae e da Roversi Monaco, questa volta in gioco è la sopravvivenza stessa dello spazio pubblico autogestito di via Fioravanti, sotto sfratto dopo la lettera del Comune di Bologna che che chiesto la restituzione dei locali entro fine giugno.

Ieri pomeriggio, durante uno dei tanti incontri pubblici che Xm sta organizzando in questi mesi, si sono presentati due assessori, Matteo Lepore e Bruna Gambarelli, e il presidente di quartiere Navile Daniele Ara. L’invito era arrivato dallo stesso centro sociale, che via mail aveva chiesto la partecipazione delle istituzioni, sindaco compreso, per l’avvio di un “tavolo di confronto avente ad oggetto ‘convenzione scaduta e permanenza di Xm24 come richiesto da associazioni, realtà autogestite, organizzazioni politiche, comitati e singole persone‘”. Non era affatto scontato che qualcuno si presentasse e invece, attorno alle 18, Lepore, Gambarelli e Ara sono entrati in quella che politicamente per loro è la fossa dei leoni. In mezzo a quasi cinquecento persone hanno preso parola Ara e Lepore, silenzio assoluto invece per l’assessora alla cultura Gambarelli, che in teoria avrebbe la delega alla trattativa e che si è limitata all’ascolto.

“La lettera di sfratto è un atto tecnico dovuto“, ha detto Lepore per poi specificare di essersi presentato non per discutere di questioni tecniche, ma “per un confronto politico“. L’assessore ha rimproverato a Xm una certa autoreferenzialità e un protagonismo sociale che “una volta c’era e che nel tempo si è perso”, e si è beccato fischi e “buuu” quando ha rivendicato la sua appartenenza politica al Partito democratico e quando ha difeso il sistema di accoglienza messo in piedi a Bologna da Palazzo D’Accursio. Ma per il resto non ci sono state tensioni. “Non vi chiediamo di strutturarvi come associazione – ha aggiunto Lepore – però dovete giustificare la vostra presenza anche ai cittadini che non la pensano come voi”. L’idea è quella di aprire una discussione a partire da un’idea (che dovrà essere in qualche modo condivisa) di città e di quartiere, un modo per passare idealmente dallo slogan “I love Xm24” ad un più ampio “I love Bolognina”. La trattativa tecnica per lo spazio a quel punto, una volta creata la cornice ideale, potrebbe eventualmente anche avviarsi e procedere spedita. “La continua ricerca di conflitto (da parte di Xm, ndr) porta i cittadini a destra”, ha aggiunto all’incontro Ara che ha premuto di nuovo il tasto del murales di Blu, cancellato dagli attivisti quando era diventato un punto di riferimento per tutto il quartiere. Insomma, fra le parti le distanze restano comunque grandi.

“Sono stati coraggiosi a venire, ma non c’è stata nessuna apertura sostanziale alla trattativa politica per rinnovare la convenzione e lasciare Xm lì dove già sta da oltre dieci anni”, è il commento di uno dei tanti osservatori presenti al dibattito. “Dicono che vogliono discutere con noi, ma intanto abbiamo puntata alla testa la pistola dello sgombero”, è il ragionamento fatto da molti dei presenti.

Di certo il muro contro muro di febbraio, quando il sindaco annunciava una caserma dei carabinieri al posto di Xm24, non c’è più. La trattativa, se davvero ci sarà, potrà durare almeno fino a fine giugno, data di scadenza dell’ultimatum “tecnico” che il Comune ha inviato a Xm24. Non è detto però che le due parti riescano a trovare un accordo. I collettivi dell’assemblea di Xm24 sono disponibili a discutere un rinnovo della convenzione ma lasciando Xm dov’è e rispettando le peculiarità di uno spazio autogestito che ha sempre rifiutato burocrazia, rappresentanti legali e portavoce. Le intenzioni di Palazzo D’Accursio potrebbero anche essere differenti, e ad esempio non seguire più la via della vecchia convenzione stipulata ai tempi dell’assessore alla cultura Ronchi quando venne creato un comitato di garanti, “soggetto terzo garante delle attività di Xm24”. Il tema dello spostamento dello spazio poi potrebbe ritornare sul tavolo.

Come sempre le decisioni Xm24 le prenderà nella sua assemblea orizzontale, mentre dal lato istituzionale ad avere l’ultima parola sulla questione sarà il sindaco Merola.

A dare gambe alla trattativa, si ragiona a Palazzo D’Accursio, potrebbe essere qualche atto concreto di buona volontà da parte dei collettivi dello spazio di via Fioravanti. Ad esempio gesti di attenzione e di “presa in carico”, dichiarati e praticati, nei confronti dello spazio di Xm e attorno a Xm.

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