Violenza sulle donne. “Fenomeno dilagante a Bologna”

presidio-processo-violenzaBologna, 6 mar. – Sono 735 le donne assistite nel 2013 dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna: 665 i nuovi contatti e 70 i rapporti che erano già in carico nell’anno precedente. Sono le cifre fornite da Laura Saracino, operatrice dell’associazione, oggi in Provincia per un’udienza conoscitiva a cui hanno partecipato diverse realtà del territorio impegnate su questo fronte. Sempre nel 2013, i tre rifugi con indirizzo segreto gestiti dalla Casa e i sette alloggi di transizione hanno accolto 37 donne e 40 bambini.

Per la casa “di emergenza” per le situazioni ad alto rischio, invece, sono passate 37 donne e 48 bambini. In questo caso non si tratta di numeri assoluti, perché in alcuni circostanze la stessa donna transita per più servizi di accoglienza. A Imola, il centro antiviolenza gestito dall’associazione Trama di terre ha aiutato 73 donne e sono 15 (con nove bambini) quelle coinvolte nei progetti di accoglienza abitativa, riferisce Tiziana Dal Pra.

I numeri registrati nell’anno passato “sono altissimi” e dimostrano che “il fenomeno della violenza sulle donne sta dilagando“, sottolinea Saracino: nel 2012 il totale delle donne assistite ammontava a 627 e, dunque, nel 2013 c’è stato un vero e proprio “boom“. Da un lato “per noi è positivo che sempre più donne ci conoscano e ci chiamino, ma dall’altro si parla di un fenomeno sempre più in crescita“. Delle donne che hanno chiesto aiuto per la prima volta, spiega l’associazione in una nota, il 92% lo ha fatto per motivi di violenza. Il 63% sono italiane e il 37% straniere (+5% rispetto all”anno precedente), il 72% ha figli (+6%), il 17% ha subito stalking e ben il 21% ha fatto denuncia (secondo i dati Istat 2007, ricorda l’associazione, le donne che denunciano sono solo dal 4% al 9% a seconda dell’autore e del reato). Il progetto “Oltre la strada” (relativo alla tratta e alla prostituzione), poi, nel 2013 ha coinvolto 21 donne, oltre alle 18 già in carico dagli anni precedenti. Di queste, 11 sono state ospitate nella struttura protetta del progetto, le restanti in altre soluzioni abitative. no-violenza-donne

La nazionalità prevalente è la nigeriana (10), le altre provengono dall”Est Europa o da altri Paesi. La quasi totalità delle donne che hanno avuto accesso al servizio è’ arrivata in Italia in seguito a una falsa promessa di lavoro (13), tutte le restanti per motivi legati a una relazione affettiva. Sono 18 le vittime di sfruttamento sessuale e tre quelle di sfruttamento lavorativo. Inoltre, la Casa delle donne sta collaborando a una ricerca sui figli delle donne uccise, vittime “invisibili” del femminicidio che “distrugge anche la vita di migliaia di neonati, bambini, adolescenti- recita la nota- che improvvisamente perdono la madre in uno dei modi più atroci: infatti l’assassino è otto volte su 10 il loro padre”.

Infine, anche quest’anno l’associazione bolognese fornisce un censimento sul femminicidio: sul 2013 si rilevano 134 casi contro i 129 del 2012, più 83 tentati femicidi contro i 74 dell’anno precedente. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, i casi sono stati otto contro i 15 del 2012 (Dire).

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