Violenza di genere. Sempre più donne ai Centri, “ma c’è ancora molto da fare”

Bologna, 23 nov. – “La rete intercetta di più le situazioni di violenza e sa indirizzare meglio le donne. Un dato molto positivo, anche se il fenomeno ha un 40% di sommerso e quindi c’è ancora molto da fare”. Angela Romanin, presidente del coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia Romagna, commenta così i dati raccolti per il secondo anno dall’Osservatorio regionale sulla violenza di genere: 4.871 le donne che nel 2018 (in continuità con il 2019) hanno preso contatti con le strutture. In crescita, così come è cresciuta la disponibilità dei 21 Centri antiviolenza e delle 40 Case rifugio, in termini di posti e servizi, sebbene “il numero delle donne ospitata – precisa Romanin – non corrisponde al numero di quelle che avrebbero bisogno di aiuto”.

“Può capitare di dover dire di no”, continua la presidente, che auspica quindi si possa dare continuità al Piano regionale antiviolenza, attraverso il quale l’Emilia-Romagna ha stanziato dal 2016 al 2018 circa 10 milioni di euro (di cui 5,7 dallo Stato) per mantenimento e incremento di strutture. Romanin cita poi le opportunità date con il “bando casa”, un contributo per l’affitto o le spese erogato l’anno passato alle donne coinvolte in violenze: “Molto utile, ci auguriamo venga rifatto, ugualmente per l’inserimento lavorativo”. Rimane però un problema, ovvero che i fondi tardano ad arrivare, costringendo i Centri ad “anticipare soldi o addirittura chiudere servizi”.

      Angela Romanin, coordinatrice Centri antiviolenza ER

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