Via Libia invendibile, a causa dell’inquinamento

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L’ex deposito Atc è stato sede dell’associazione “Piazza Grande”

Bologna, 13 feb. –  Il terreno è inquinato dagli idrocaburi, per questo motivo l’area di via Libia di proprietà della Provincia rischia di diventare”non commerciabile”, dopo che per anni Palazzo Malvezzi ha tentato più volte, di venderla all’asta pubblica.

Lo spiega Michele Tropea, dirigente del servizio Patrimonio, oggi in commissione. La presenza di idrocarburi nel sottosuolo è nota da qualche tempo: a causarla i lunghi decenni in cui l’area è stata utilizzata come deposito degli autobus.

A cambiare le sorti del terreno di via Libia saranno le indagini fatte finora. Se l’inquinamento non è arrivato a toccare la falda acquifera, le operazioni di bonifica saranno relativamente rapide (attraverso l’asportazione del terreno) e il costo si aggirerà sui 300mila euro. Altrimenti, la spesa potrebbe raddoppiare e soprattutto i tempi di dilaterebbero di molto, perché per ritenere la bonifica definitiva bisognerebbe attendere il consolidamento della situazione a livello di falda: scenario che di fatto renderebbe l’area “non commerciabile”, avverte Tropea.

In ogni caso, la presenza di idrocarburi è destinata a tradursi in un deprezzamento dell’area: la Conferenza dei servizi ha stabilito che la responsabilità va ripartita tra i soggetti che hanno utilizzato il comparto negli anni (Provincia, Atc e Comune) ma l’orientamento, quando verrà fatto il bando, è quello di assegnare l’onere all’attuatore scontandolo, ovviamente, dal prezzo a base d’asta.

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