Via i dehors a chi non rispetta le regole sul lavoro. A Bologna stretta su bar e ristoranti

Bologna, 18 dic. – Il Comune di Bologna potrà sospendere la concessione dei dehors a bar, ristoranti e pub il cui titolare si sia reso responsabile “gravi violazioni della normativa in materia di lavoro“. Di più, ogni futura concessione di spazi esterni sarà condizionata al rispetto delle leggi sul lavoro. Chi sgarrerà su questioni come tutela di maternità e paternità, contributi e rispetto dei contratti potrà vedersi chiudere la porta in faccia da Palazzo d’Accursio. Lo prevedono gli articoli 10 e 12 del nuovo Regolamento dei dehors, approvato ieri in Comune con i voti di Pd, Città Comune, gruppo Misto e la sinistra cittadina rappresentata da Coalizione Civica. E’ stata proprio Coalizione civica a proporre le modifiche.

“A Bologna – hanno ricordato i consiglieri di Coalizione – come riportano dati contenuti nel ‘Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale’ dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, sul totale di irregolarità riscontrate in materia di rapporto di lavoro più del 72% ha luogo nei settori dell’alloggio e della ristorazione”. Nel mirino entra dunque proprio la”city of food” con la sua recente proliferazione di esercizi commerciali legati al cibo. E’ proprio a partire da questo dato, e dalla consapevolezza che il Comune non può incidere direttamente su questione legate al lavoro ma può molto se si parla di occupazione di suolo pubblico per bar e ristoranti, che Coalizione civica ha prima fatto approvare ordini nel giorno nei quartieri dove è presente (San Donato-San Vitale, Navile, Santo Stefano e Porto Saragozza) e poi ha portato la questione in Consiglio comunale incassando il via libera di di tutto il centro sinistra. Il regolamento fa ancora di più, grazie ad una modifica dell’articolo 8 potranno anche essere emanate specifiche ordinanze per “accordare deroghe e vantaggi ai pubblici esercenti che garantiscano elevati standard di qualità”. A titolo di esempio, Coalizione cita “la predilezione per contratti di durata medio lunga o la preferenza per i contratti a part-time verticale rispetto a forme contrattuali piu’ precarie, instabili o intermittenti”.

L’intervista a Federico Martelloni, capogruppo di Coalizione Civica in Comune.

      Federico Martelloni (Coalizione Civica)

 

Le opinioni di baristi e ristoratori. Tutti i ristoratori interpellati si sono schierati contro il lavoro in nero, che “penalizza i commercianti onesti e i lavoratori che, per necessità, rinunciano a tutele adeguate”. Ma c’è anche chi ritiene inutile o troppo permissiva la decisione. “E’ corretto combattere il lavoro in nero – dice Davide Cobbe, gestore del locale Fermento in Bolognina – ma rispetto al passato le norme mi sembrano troppo poco restrigenti”. Invece Lucilla Dorviletta di PanFragrante sostiene che il difetto risieda nei controlli: “Bisogna controllare solo i locali che attuano questa pratica illegale, indipendentemente dalla presenza di dehors”.  Come dire: se manca il dehors che poteri sanzionatori avrà il Comune? Altro locale, altro ristoratore che sostiene questa idea: “Non vedo dove sia il collegamento tra dehors e lavoro nero: se un locale non lo possiede può comunque non rispettare le norme e viceversa, dunque penso che questa penalizzazione debba essere fatta a tutte le attività irregolari.” Apprezzamento invece per la parte di regolamento che potrebbe premiare le attività in regola: “Incentivare i commercianti che lavorano onestamente è sempre giusto perchè anche se sono penalizzati da tassazioni esagerate fanno girare l’economia”.

 

      Sospendere i dehors, le opinioni

di Giovanni Stinco e Damiano Musella

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