Valsamoggia, omicidio Giuseppe. Il sindaco: “L’arma doveva essere custodita”

Foto pubblicata su Flickr

Bologna, 27 sett. – Intorno alla tragedia di Giuseppe Balboni, il sedicenne assassinato a Tiola di Castello di Serravalle, c’è un aspetto tra tutti che “deve far riflettere” secondo il sindaco di Valsamoggia Daniele Ruscigno. È quella revolver calibro 38 che il padre del minore fermato per l’omicidio teneva incustodita in un armadio di casa. Talmente accessibile da essere stata trovata e utilizzata per sparare i due colpi letali per Balboni. Sul movente sta lavorando la pm Alessandra Serra e il procuratore dei minori Silvia Marzocchi ma, sottolinea Ruscigno, anche se “le indagini non sono ancora concluse, quello che è certo è l’utilizzo della pistola e questo è un ulteriore aspetto inquietante. Se fosse stata custodita in altro modo, non dico che non ci sarebbe stato l’episodio, ma avrebbe avuto altri contorni“.

Il padre, che verrà denunciato per l’omessa custodia dell’arma, ha spiegato di averla acquistata per paura dopo aver subito diversi furti nella loro casa a Castello di Serravalle. “Una piccola frazione – così la descrive il sindaco – in cui non ci sono problemi sopra la media rispetto ai reati predatori”. Ed è proprio ora che di legittima difesa “si sta parlando sempre di più a livello nazionale” per via del disegno di legge presentato della Lega, che una “doppia tragedia” come questa evidenzia i possibili rischi della “corsa all’autosicurezza”. È evidente, secondo Ruscigno, che i problemi della sicurezza non si risolvano incentivando i cittadini a difendersi da soli, piuttosto sarebbe “più opportuno che lo Stato investisse nelle forze dell’ordine”.

      Daniele Ruscigno

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