Val Padana. La nebbia fa male, ma gli inquinanti calano del 75%

NebbiaBologna, 26 nov. – La nebbia è un fenomeno molto comune in Val Padana e in Emilia, anche se negli ultimi anni si verifica molto meno. Quello che non tutti sanno però è che porta con sé svariati agenti inquinanti e sostanze nocive.

Stamattina si è parlato proprio dell’inquinamento della nebbia ad un seminario al Cnr di Bologna, dove sono stati presentati i dati sul fenomeno atmosferico degli ultimi 20 anni. Emerge che, a fronte di una generale riduzione della presenza di nebbia (-45%) dovuta al cambiamento climatico, l’inquinamento che porta con sé è calato nell’ultimo ventennio del 75%. Oggi in Val Padana in caso di nebbia si respira infatti il 90% in meno di ossidi di zolfo, il 44% di ossidi di azoto e il 31% di ammoniaca. La generale riduzione di concentrazione degli inquinanti atmosferici è dovuta alle politiche europee sulle emissioni di gas nocivi nell’aria, poi recepite sotto forma di legge dallo stato e dagli enti locali.

Ma, nonostante il drastico taglio delle sostanze citate sopra, l’Organizzazione mondiale della sanità ha di recente lanciato l’allarme su un nuovo agente inquinante: le particelle carboniose, che derivano dal riscaldamento e dalla combustione dei veicoli a motore. E l’inalazione prolungata di queste sostanze può portare a malattie respiratorie e cancro.

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