“Vaccini per la massa, così Big Pharma ingrassa”. A Modena sfilano i no-vax

 


Modena, 1 aprile – “Vaccini per la massa, così Big Pharma ingrassa“. E’ il grido che si è sentito ripetere all’infinito a Modena, sabato primo aprile, in occasione della Manifestazione Nazionale per la Libertà di Scelta sui Vaccini. In corteo cartelli e slogan sono chiarissimi: il nemico sono i vaccini. Altro slogan: “La libertà di cura non cede alla paura”. E ancora: “Bambini nel mirino, obbligo di vaccino”. Ad aprire il corteo famiglie sorridenti e coreografie formate da alcune ragazze che, in testa al serpentone, hanno improvvisano un girotondo cantando “immunità di gregge, l’ipotesi non regge”.

Il corteo modenese è stata l’occasione per riunire tutte quelle realtà contrarie alla legge varata dalla Regione Emilia-Romagna che vieta ai bambini non vaccinati di iscriversi all’asilo nido. Una legge pensata per tutelare i bimbi più deboli, ad esempio quelli che non possono vaccinarsi e hanno bisogno della cosiddetta immunità di gregge, cioè sulla vaccinazione di massa di tutte le persone da cui sono circondati. Proprio quell’immunità, provata scientificamente e cardine di tutti i programmi di vaccinazione, a cui i manifestanti non credono per nulla.

In corteo i trecento partecipanti hanno rivendicato il “diritto alla libera scelta e al dubbio”. Poco importa se recenti dati del ministero della salute denuncino un forte aumento del morbillo, dovuto proprio al calo delle vaccinazioni. Chi ha manifestato preferisce affidarsi all’opinione di alcune voci controcorrente: “Ci sono professori, premi Nobel e medici che sono stati radiati dall’albo per aver espresso dubbi sull’uso del vaccino”, denuncia una una manifestante, “probabilmente queste voci risultano scomode per l’interesse di qualcuno, delle case farmaceutiche ad esempio”.

Signora, che ne pensa dei vaccini? Secondo lei sono dannosi? “Non chiedetemi nulla, andate da coloro che sono addetti a rispondere, io non posso”, risponde una manifestante, mentre indica alcuni membri del corteo che indossano una divisa arancione con la scritta “staff”. Poniamo così la stessa domanda ad un altra partecipante dell’evento: quali possono essere i possibili danni provocati dal vaccino? “Non posso risponderti, esistono degli esperti. Concluderemo la nostra giornata al Teatro Sacro Cuore proprio per questo, per incontrare alcuni medici e capire. Io sono qui perché faccio parte dell’associazione Riprendiamoci il Pianeta – Movimento di Resistenza Umana, che aderisce alla manifestazione. Chiedo soltanto più informazione. Non sono contro i vaccini, nessuno di noi qui lo è. Siamo solo a favore della libertà di scelta”. Alla domanda “come fa a giudicare giuste certe informazioni e altre no?” la risposta è la stessa: “Non lo so, entri troppo nello specifico. A fine corteo incontreremo chi è competente”.

E in effetti dopo il corteo c’è stato un convegno. Nell’intervento di apertura è stata ricordata l’altra grande battaglia che i no-vax devono combattere, “quella contro le scie chimiche“. E nello stesso intervento è stato detto che “dalla rete elettrica escono onde che interferiscono con il cervello. In tutto questo possono essere inseriti messaggi subliminali tra queste frequenze, ed è qualcosa che viene fatto”.

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“Io mi oppongo alla pratica delle vaccinazioni – dice un altro manifestante in corteo – non la farei fare nemmeno ai miei figli. Da piccolo sono svenuto in seguito a un vaccino e mi sono procurato un trauma cranico. Certo, non è stato direttamente colpa del vaccino. Ma per me è stato significativo”. “Le epidemie di cui abbiamo sentito parlare, come quella di meningite, sono state studiate a tavolino per creare un clima di terrorismo mediatico“, afferma invece una ragazza. Eppure, nei mesi scorsi, ci sono stati dei morti dovuti proprio alla meningite. “Sì – replica la manifestante – ma non per colpa di un’epidemia particolare. I morti ci sono sempre e vaccini imposti dall’alto, che hanno senso soltanto in particolari situazioni di pericolo, ad oggi non hanno alcuna ragione di esistere. Per quanto riguarda i miei figli cerco di evitare rischi: cerco un medico che formuli un calendario personalizzato, adatto all’età”.

Ognuno deve essere libero di curare i propri figli come meglio crede” afferma ancora una signora che sorregge uno striscione, “io lavoro spesso per un’associazione che si occupa di bambini portatori di handicap e ne ho conosciuti alcuni che hanno avuto crisi epilettiche derivate da vaccini”.

Il corteo si è messo in un’atmosfera rilassata e solare. Soltanto un momento di tensione: una ragazza in bicicletta, che passava di lì si ha apostrofato così i manifestanti: “Non sapete quanti bambini sono morti per mancanza di cure mediche, vergognatevi!“.  Ma ai dimostranti non importava. “Se esiste un rischio”, anche piccolissimo, come dice l’adesivo che molti partecipanti del corteo hanno sul petto in questa giornata di aprile, “deve esserci una libera scelta“.

 

testo di Antonio Ciulla, foto di Giulia Fini, video di Chiara Magrone

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