Ustica: “Qui sait doit parler”


Strage di Ustica. A trent’anni di distanza dai fatti non c’è la possibilità di arrivare a una sentenza giudiziaria, né molto probabilmente di punire i colpevoli. C’è però la necessità storica di accertare la verità dei fatti.

Non siamo di fronte a un attentato terroristico realizzato da un gruppo eversivo, ma a operazioni coperte che hanno visto impegnate forze armate appartenenti a Stati sovrani. Sul basso Tirreno quella notte volavano caccia Statunitensi della Nato e caccia Francesi. Molto probabilmente anche Mig Libici. E poi aerei militari e civili Italiani.

Il DC 9 dell’Itavia si sarebbe trovato in mezzo a uno “scontro a fuoco”, avvenuto non per strada ma nei cieli, e con tutta probabilità è stato abbattuto per errore. Tuttavia questo non attenua le responsabilità di chi ha operato e di chi ha coperto e depistato: la verità su Ustica è con tutta probabilità una verità imbarazzanteindicibile, ma noninconoscibile.

Noi non sappiamo chi ha lanciato il missile e perché, ma sappiamo perfettamente chi sono coloro che hanno visto quello che è successo e conoscono sia la dinamica che le responsabilità: sono i Governi, le intelligence militari e i servizi di sicurezza di almeno quattro nazioni: Stati Uniti, Francia, Libia e anche Italia.

Noi, tutti noi, sappiamo chi sa la verità su Ustica. E tace.

Per anni abbiamo chiesto ai governanti di parlare: recentemente l’ha fatto l’ex presidenteFrancesco Cossiga, che ha indicato chiaramente come responsabile dell’attacco aereo la  marina Francese.
Non sappiamo se la sua verità sia “La Verità”, tuttavia, dopo affermazioni così impegnative, è ancora più colpevole rimanere inerti. E se le istituzioni non si muovono, se chi governa sta zitto per precise e inconfessabili “Ragioni di Stato”, le domande le devono fare i comuni cittadini, les citoyens, di cui questi Stati dovrebbero essere espressione e garanti.

Il  contributo che Città del Capo Radio Metropolitana vuole dare per  il trentennale di questa tragedia è una campagna d’informazione per chiedere la verità: non abbiamo risorse per acquistare pagine di giornali o spot televisivi e forse, dati i costi di questi mezzi, non sarebbe neanche giusto. Vorremmo però comprare banner e spazi sui principali quotidiani on line francesi per porre questa domanda di verità direttamente al Governo Francese e al Presidente Sarkozy.

Non abbiamo mobilitato grandi nomi nè testimonial perché vorremmo riappropriarci di una capacità di partecipazione che non ha bisogno di simboli. Quindi vi chiediamo di fare vostra questa campagna: niente nick o pseudonimi, niente click su facebook.
Aderite con la vostra faccia, con nome e cognome: il vostro contributo servirà a sostenere i costi e a dare un segnale  preciso ai Governi: “non abbiamo dimenticato nulla, passasse un anno, altri dieci, o altri trenta continueremo a chiedervene conto.”

foto di Roberto Serra/Iguana Press

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