Video – La vendetta di Hobo. Occupato il punto ristoro 3 ore prima dell’inaugurazione

comunity center bologna hoboBologna, 12 set. – Doveva chiamarsi Pausapranzo@unibo e sarebbe stato il nuovo punto ristoro-sala studio dell’Università di Bologna in via Filippo Re. Invece il collettivo Hobo lo ha occupato poche ore prima dell’inaugurazione. Ora sul tendone dell’ex bar appare la scritta “Community center”, e nei progetti degli occupanti quelli spazi saranno usati per portare avanti l’attività politica del collettivo. L’università, che ha dovuto annullare la cerimonia di inaugurazione prevista alle 11.30, ha condannato l’occupazione e il prorettore Nicoletti si è detto “esterrefatto”. Diversa l’idea degli occupanti, che hanno attaccato i vertici dell’Alma Mater parlando di “farsa”. “Hanno paura di noi”, hanno spiegato.

La versione di Hobo. Per gli attivisti la decisione di trasformare l’ex bar della facoltà di scienze della formazione in un punto ristoro sarebbe stato presa “in tutta fretta da un Rettorato ormai fuori controllo, capace di saltare tutti i passaggi decisionali obbligatori per decisioni di questo tipo”. L’idea degli occupanti è che l’università abbia preso l’iniziativa “all’ultimo minuto” per bruciare sul tempo il collettivo, che giorni fa aveva già annunciato di voler occupare un nuovo spazio dopo lo sgombero di questa estate. Da qui il blitz per impedire ai vertici dell’Alma Mater l’inaugurazione, annunciata da un paio di giorni. A sostegno delle loro tesi gli occupanti riportano alcune testimonianze di tecnici e lavoratori “chiamati ieri in fretta e furia per sistemare l’aula. Questo – concludono – significa che la decisione è stata presa all’ultimo minuto”.

“Avevamo promesso di tornare e lo abbiamo fatto inaugurando il community center – spiega Ivan – sarà uno spazio di socialità autonoma e autogestita, libera dalla mercificazione e dall’oppressione di chi vuole irregimentare gli spazi. Questa mattina il rettore voleva inaugurare qui il punto ristoro: è chiaramente una farsa. Il timore di un’occupazione ha portato Dionigi ad una mossa avventata come questa”.

“Appena un’ora dopo aver inaugurato il Community Center – aggiunge il collettivo su facebook –  l’amministrazione universitaria dei pavidi Dionigi e Nicoletti stacca elettricità e acqua dall’edificio. A sarà dura…per voi! La vendetta del sapere vivo è appena cominciata!”

Il comunicato dell’Università. “Si tratta dell’ennesimo gesto di un collettivo di poche unità che impedisce l’accesso a servizi fondamentali per tutta la comunità universitaria”, afferma in un comunicato il prorettore agli studenti Roberto Nicoletti.  “Gli spazi infatti erano destinati non solo agli studenti, ma a tutto il personale dell’Ateneo. In particolare la ‘Pausa Pranzo’ dei giardini di Filippo Re rappresenta l’ultima iniziativa dell’Ateneo a favore degli studenti dopo le inaugurazioni di via Petroni, via Azzo Gardino e presso la Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria. Non è ammissibile che la prepotenza di pochi impedisca l’accesso e l’utilizzo di luoghi così importanti alla totalità degli studenti”. L’Ateneo ha provveduto a denunciare l’accaduto e “prenderà i provvedimenti che riterrà necessari”.

“Sono esterrefatto si possa occupare una sala studia e un luogo adibito a ristoro”, dice ai nostri microfoni Nicoletti, che giudica “curiose” le motivazioni degli occupanti. Nicoletti ha spiegato anche il perché della chiusura del bar. “Ha deciso così il gestore”.

Dure critiche sono arrivate anche da Sinistra Universitaria Run Bologna, associazione studentesca vicina ai Giovani Democratici del Pd.

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