Uniti a Roma, divisi a Bologna (ma non solo)

7 dic. – Se a Roma i sindacati confederali hanno proclamato tre ore di astensione dal lavoro contro la manovra del Governo Monti lunedì 12 dicembre, a Bologna e in altre città della Regione la protesta non sarà unitaria. Sotto le Due torri, a Modena, a Reggio Emilia e a Ferrara, infatti, le locali camere del lavoro hanno deciso di proclamare 8 ore di sciopero inserendo anche l’opposizione al modello Marchionne. La cosa ha fatto arrabbiare le sedi locali di Cisl e Uil. A Bologna è soprattutto il sindacato cattolico a farsi sentire con il segretario provinciale Alessandro Alberani: “Ci atteniamo alle indicazioni nazionali e lo sciopero è di tre ore”. Il fatto che a Bologna tra i motivi dello sciopero ci sia “l’arroganza della Fiat che attacca la democrazia e le libertà sindacali escludendo dalle fabbriche il sindacato più rappresentativo” è stato bollato come “una stranezza” dal segretario nazionale del sindacato Susanna Camusso.

Il più soddisfatto è il segretario provinciale della Fiom Bruno Papignani che elogia la Cgil locale definendola coraggiosa e giusta. “Crediamo che la scelta della Cgil di Bologna di scioperare per 8 ore il prossimo lunedì sia un grave errore” dice il presidente di Cna  Tiziano Girotti.

“Tutte le strutture hanno comunque proposto a Cisl e Uil provinciali un confronto utile a proseguire insieme la mobilitazione” ha scritto il segretario regionale della Cgil Vincenzo Colla in una nota in cui invita comunque gli altri sindacati ad un prossimo impegno unitario il 19 dicembre.

La Camera del Lavoro bolognese sarà in piazza Roosevelt alle 9.30 di lunedì mattina per una manifestazione che chiederà che “paghi chi non ha mai pagato”.

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