Unibo, marcia indietro sul volontariato. Festeggia la Rete precari della ricerca

università bolognaBologna, 17 gen. – Avevano denunciato un bando che avrebbe permesso l’entrata nelle biblioteche dell’università di Bologna di volontari per affiancare (gratuitamente) il personale stipendiato. E a una settimana di distanza incassano quella che definiscono “una netta vittoria politica“. A festeggiare sono i docenti della Rete precari della ricerca e didattica, che su facebook pubblicano una mail che testimonierebbe il passo indietro dell’Alma Mater sulla questione.

Nella comunicazione interna il settore Personale dell’ateneo dichiara non conforme alle ultime normative il regolamento sul volontariato, proprio quello che aveva aperto la strada al reclutamento di volontari a stipendio zero da parte dell’università. Nel testo si cita il nuovo Codice del terzo settore entrato in vigore a inizio agosto, e si spiega che nella nuova legge “le attività di volontariato sono ora disciplinate e ammesse soltanto per gli enti del terzo settore ed espressamente escluse per le pubbliche amministrazioni, ivi comprese le università”. Stop dunque al bando (in teoria ancora aperto) per selezionare volontari da destinare alle biblioteche dell’ateneo. “Vi invitiamo – si legge ancora nella mail pubblicata dalla Rete dei precari della ricerca – a non emanare né pubblicare bandi per il reclutamente di volontari e a non effettuare lo scorrimento delle graduatorie esistenti, posto che il Regolamento in questione non può trovare applicazione stante il contrasto con le sopraggiunte norme imperative di legge”.

Abbiamo vinto su tutta la linea, di fatto abbiamo ottenuto il ritiro del bando – esulta Gianluca De Angelis della Rete precari della ricerca – Peccato non ci sia stata una presa di posizione da parte dell’Università, l’Unibo ha giustificato il ritiro del bando con motivazioni tecniche e citando una normativa di sei mesi fa. Nei giorni scorsi abbiamo purtroppo sentito la prorettrice per le risorse umane dire che il volontariato nelle biblioteche dell’Unibo potrebbe essere utile per fare curriculum; al di là di questa marcia indietro tecnica sui regolamenti ci piacerebbe che l’università scardinasse pubblicamente la svalutazione del lavoro a cui stiamo assistendo in questi anni. Noi comunque non ci fermeremo e continueremo con le nostre vertenze”.

      Gianluca De Angelis - Rete precari della ricerca e didattica Bologna

 

 

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