Una ricerca di Psicoradio sulla “follia scritta”

Follia scritta è il titolo di una ricerca che è diventata anche un convegno in cui si sono incontrati persone con sofferenze psichiche, psichiatri e giornalisti. L’obiettivo era parlare delle parole che fanno male e delle possibili strade da percorrere in alternativa.

L’idea e la realizzazione è stata di Psicoradio, la redazione radiofonica di utenti dei servizi di salute mentale che da più di due anni realizza, insieme ad Arte e Salute Onlus e alla Azienda Usl una trasmissione in onda ogni giovedì sulle frequenze di Radio Città del Capo e Popolare Network.

Alcuni titoli di quotidiani sono stati cambiati: per esempio per presentare Psicoradio un quotidiano aveva scelto “I matti di Psicoradio”, i redattori hanno scelto “Le voci di Psicoradio”. Chiedono ai giornalisti di provare a mettersi nei loro panni, e di pensare alle parole che possono ferire loro, i loro parenti e amici.

La ricerca, su otto quotidiani nell’arco di otto mesi, mette in rilievo che il 67% dei titoli con termini che riguardano la salute mentale si concentra nelle pagine di cronaca o cronaca locale. E di solito è cronaca nera. Questo crea una cultura diffusa che rafforza lo stereotipo del matto come pericoloso, rabbioso, che mette paura. E per Psicoradio questo fa male alle persone che hanno problemi di salute mentale, le allontana dai servizi e crea vergogna anche ai familiari.

Quando nei titoli si parla di luoghi di cura, è ancora la parola manicomio a prevalere (67% dei casi), nonostante la legge Basaglia abbia festeggiato i trent’anni. L’idea di possibilità di cura e la realtà dei servizi territoriali compare molto raramente sulla stampa.

Psicoradio è in onda ogni giovedì alle 15 su Radio Città del Capo di Bologna e Popolare Network.

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