Un Renzi blindatissimo inaugura l’Anno Accademico dell’Unibo

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Bologna, 10 gen. – “Si prega i presenti di restare seduti fino a quando il presidente del consiglio Matteo Renzi non avrà lasciato l’aula“. Lo speaker della cerimonia di inaugurazione del 927esimo anno accademico dell’Università di Bologna pronuncia queste parole pochi istanti prima che il corteo del Rettore Ivano Dionigi percorra la navata dell’ex chiesa di Santa Lucia, oggi aula magna dell’Alma Mater Studiorum.

Impegnato nell’inaugurazione di un nuovo stabilimento della Granarolo a Cadriano, Renzi arriva in via Castiglione con un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. E’ lui l’ospite d’onore per l’inaugurazione dell’ultimo anno accademico dell’era Dionigi. E insieme al latinista, che qualcuno vorrebbe sindaco di Bologna, percorre la navata diretto al palco. Circa a metà del percorso parte timido un applauso dalle fila composte che attendono che la cerimonia abbia inizio: professori, studenti, tecnici e personalità varie. Mentre il Rettore, insieme al rappresentante degli studenti e quella del personale tecnico amministrativo raggiungono il palco, il presidente del Consiglio si siede in prima fila, accanto al neo presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

Fuori, tenuti a distanza di sicurezza da un ingente spiegamento di forze, una sessantina di attivisti dei collettivi antagonisti percorre le vie del centro e, all’angolo tra via Farini e via Castiglione, lancia uova e fumogeni in direzione degli agenti che bloccano via Castiglione. Poche ore prima, scena simile a Cadriano: anche qui i contestatori, i lavoratori dell’azienda che hanno aderito allo sciopero della Flai Cgil contro il Jobs Act, sono stati tenuti a debita distanza dal luogo dell’inaugurazione.

Nonostante lo spiegamento di forze, la contestazione al Jobs Act è entrata nell’aula magna dell’Alma Mater. E’ Nadia Paolucci, bibliotecaria precaria dell’Alma Mater, che prende la parola in rappresentanza del personale tecnico amministrativo dell’università. E’ lei che, intervenuta prima del Rettore, attacca a testa bassa le politiche economiche del Governo Renzi. “Come lavoratori pubblici ci siamo indignati e abbiamo espresso la nostra contrarietà per quello che è avvenuto con il jobs act”, colpevole, secondo Paolucci, di far sparire “il lavoro a tempo indeterminato”. “E’ per questo- prosegue Paolucci- che pensiamo che questo provvedimento non solo non vada esteso al pubblico impiego, ma vada cancellato anche per il settore privato”.

Com’è nel suo stile il presidente del consiglio non si scompone. Ascolta attento anche il discorso del Rettore che al termine gli cede la parola. Renzi parla a braccio, per poco più di una mezz’ora. Promette che il 2015 sarà un “anno costituente” per l’università italiana. L’ennesimo prossimo obiettivo del governo è una riforma delle normative riguardanti l’università per consentire da un lato agli atenei italiani virtuosi di competere con le università internazionali mentre a quelli meno virtuosi di diventarlo. Renzi apre il suo discorso pensando alla Francia: “In momenti come questi abbiamo bisogno di simboli. E l’Università di Bologna è uno di questi simboli”. Il presidente del Consiglio difende della parola ‘identità’ che non deve essere messa in contrapposizione con ‘integrazione’: “Sbaglia chi lo fa” sottolinea il presidente del consiglio che ricorda che domani sarà a Parigi per la manifestazione organizzata dal Governo francese dopo gli attentati dei giorni scorsi. Come consuetudine, il presidente del consiglio conclude facendo appello ai giovani: “Guardate al futuro con coraggio” è l’invito.

Al termine della cerimonia, Renzi ha incontrato il sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti.

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