Un mare d’asfalto minaccia la pianura

Un fiume di asfalto incombe sulla Pianura Padana, come se quello piovuto negli ultimi decenni non bastasse più. Legambiente, nel suo dossier Infrastrutture in Emilia Romagna, calcola in 630 gli ettari di terreno che verranno coperti d’asfalto, e per sempre sottratti all’uso agricolo, se nei prossimi anni anni verrano completate 6 grandi opere infrastrutturali. Per le sei strade (la Orte-Mestre, la Cispadana, la bretella Campogalliano-Sassuolo, la Tirreno-Brennero, il Passante nord e la bretella di Castelvetro Piacentino), da anni al centro di progetti e speranze e attese da parte dei costruttori, tra il corredo di opere accessorie, svincoli, parcheggi, eccetera eccetera, verranno sottratti per sempre all’uso agricolo, quello primario, in tutto circa 1000 ettari di terreno.

Oltre allo sperpero di risorse per opere pensate e ideate molti anni addietro per rispondere ad esigenze non più attuali, vi è, secondo l’associazione ambientalista, il danno ambientale dovuto all’impermeabilizzazione del suolo e al conseguente rischio di dissesto idrogeologico. Legambiente punta il dito contro la “profonda crisi della pianificazione delle città e del territorio” e soprattutto contro la politica che continua a portare avanti il “vecchio modello autostradale” a discapito invece degli inviti dell’Unione Europea a dirottare il trasporto delle merci e delle persone dalla gomma al ferro.

Ne abbiamo parlato con il presidente regionale di Legambiente Lorenzo Frattini.

Ascolta Frattini Lorenzo Frattini_sito

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