Ultimo Pride per Branà, presidente del Cassero: “Vogliamo la legge contro l’omotransfobia”

Bologna, 21 giu. – “Il mio mandato naturale terminerebbe nella primavera dell’anno prossimo ma è una scadenza che ho deciso di anticipare”, è con queste parole che Vincenzo Branà si prepara al suo ultimo Pride da presidente del circolo Arcigay Il Cassero. Dopo sei anni, due mandati e la soddisfazione, dice, di aver inserito “il Cassero in una relazione solida con la città”, ora rimane un ultimo obiettivo da raggiungere: l’approvazione della legge regionale contro l’omotransfobia. La scelta di dimettersi prima del tempo è dovuta a diverse ragioni, prima tra tutte, il passaggio generazionale: “La comunità del Cassero oggi è attraversata da giovanissimi e giovanissime rispetto ai quali io sono sempre meno rappresentativo”. Un passo di lato, quindi, per lasciare che questa “comunità prenda voce attraverso le nuove generazioni”.

      Vincenzo Branà, ultimo Pride da presidente del Cassero

C’è poi “la politica”, aggiunge, che troppo spesso “personalizza”. E prosegue: “C’era chi vedeva nel mio ruolo una traiettoria politica o una carriera politica. Tornerò a fare l’attivista”. Non prima, però, dell’approvazione della legge da parte della Regione, perché “suona strano che sia in ritardo su questo tema rispetto a molte altre. È un traguardo che dobbiamo assolutamente tagliare”. Intanto è fissata proprio per la prossima settimana la consegna delle firme raccolte tramite una petizione lanciata su Change.org, No all’odio contro le persone LGBTI: vogliamo la legge!, la “testimonianza di una mobilitazione popolare” per “una legge propositiva, che mette in campo progetti di prevenzione e contrasto”.

      Vincenzo Branà Pride 2019

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