Uccisa e nascosta nel freezer. Il fidanzato è scomparso

28 giu. – Silvia Caramazza era sparita da qualche settimana. La cercavano la cugina e le amiche, due di loro ne avevano denunciato la scomparsa il 14 giugno. E’ stata ritrovata ieri: il suo corpo era chiuso in un sacco e infilato a testa in giù in un grosso congelatore nella sua casa di Viale Aldini, a Bologna. Il freezer a pozzetto era attaccato alla spina in camera da letto. Nella stanza sono state trovate macchie di sangue, “da schizzi”. La donna presentava una ferita sulla fronte provocata da un “corpo contundente”: l’arma del delitto, così come il cellulare della vittima, non sono stati trovati. La Polizia sta cercando Giulio Caria, 34 enne artigiano che aveva una relazione con lei. L’uomo, irreperibile, ha precedenti di polizia per stalking.

Proprio il telefono della vittima è un elemento importante di questa storia. La donna è stata vista viva per l’ultima volta il 7 giugno, quando ha trascorso alcuni giorni di vacanza a Pavia presso un’amica. Da quel momento i conoscenti non sono più riusciti a parlare con lei: non rispondeva più alle chiamate. Agli sms però rispondeva; o meglio: qualcuno rispondeva con il suo telefono agli sms. Ad accorgersi della differenza nel modo di scrivere son state appunto le amiche che, insospettite dal fatto che le comunicazioni fossero mediate dal compagno, un uomo del ’79 che frequentava spesso la casa di viale Aldini ma era residente da un’altra parte, hanno sporto denuncia.

Il giorno stesso la polizia ha chiamato l’uomo a cui hanno chiesto dove fosse la donna. “Siamo insieme a Catania” avrebbe risposto l’uomo. Gli agenti avevano chiesto ai colleghi siciliani di controllare ma all’indirizzo indicato non hanno trovato nessuno. L’uomo è stato sentito dagli agenti lo scorso 25 giugno e avrebbe fornito spiegazioni non convincenti. Solo ieri la pm Maria Gabriella Taviano ha disposto che venisse sfondata la porta della casa. L’ipotesi più plausibile, al momento, sembra che sia stato l’uomo ad ucciderla e ad occultare il corpo.

La Procura sta indagando per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Gli inquirenti stanno verificando le altre conoscenze della donna, anche se il maggior indiziato sembra essere Caria.

Il fatto che il corpo sia stato congelato potrebbe creare problemi nello stabilire esattamente quando Silvia è stata uccisa.

Nelle scorse settimane nel bolognese, a Riale di Zola Predosa, Marinella Odorici è morta, soffocata da un foulard. Accanto a lei il corpo di Carmelo Bonura, che si è tolto la vita a colpi di coltello. Su quanto successo prende posizione il Coordinamento regionale dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna e la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna . “Silvia è la 68esima donna uccisa dalla violenza maschile in Italia, la quarta in Emilia-Romagna – recita un comunicato del coordinamento – la violenza sulle donne è un fenomeno endemico, trasversale a ogni livello culturale, sociale ed economico. Ribadiamo la necessità di considerare il femminicidio come un fenomeno strutturale della nostra società, che va arginato con politiche efficaci, misure di lungo periodo e un lavoro di prevenzione sul territorio”. Il 19 giugno il Senato ha dato il via libera definitivo alla ratifica della Convenzione di Istanbul, che è diventata legge. La Convenzione impone un lavoro di prevenzione e intervento sulla violenza contro le donne, dichiarando esplicitamente che è una conseguenza della discriminazione subita dalle donne.

L’Italia è il quinto paese ad averla ratificata, entrerà in vigore dopo il via libera di altri 5 paesi, di cui almeno otto membri del Consiglio d’Europa.

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