Tv locali, chi apre e chi mette i lavoratori in solidarietà

Tv locali

Foto di inakihuarte CC Flickr

Bologna, 7 gen. – Spuntano novità tra le antenne locali di Bologna. La prima arriva dalla Curia e si chiamerà Nettuno Tv e trasmetterà dal 20 gennaio dal canale 99 del digitale terrestre, con l’aspirazione di rappresentare le varie arcidiocesi della regione. Al fianco di via Altabella ci sono diversi imprenditori bolognesi, che parteciperanno esternamente all’operazione: Alberto Vacchi, presidente di Unindustria, Maurizio Marchesini di Confindustria e Romano V0lta, fondatore di Datalogic, così come il mondo delle cooperative bianche, a partire da Operosa.

Il mondo cooperativo rosso invece si muove da Modena con lo sbarco, tra le tv locali del capoluogo, di Trc. L’operazione è targata Coop Estense e prevedere per i prossimi due anni l’assunzione di sedici persone. Le antenne su Bologna si dovrebbero accendere verso marzo.

Non è una novità invece Rete7, dove la proprietà da una parte si sdoppia dall’altra mette i lavoratori sotto contratto di solidarietà. Rete7 ha firmato il 3 gennaio un accordo per il contratto di solidarietà per i 34 dipendenti (17 giornalisti, 11 tecnici e 6 amministrativi). In base all’accordo i lavoratori saranno trasferiti nella sede di Rete 7 a Bologna, dove continuerà a trasmettere E’Tv. Il contratto prevede una riduzione oraria fino al 50% per i giornalisti ed i tecnici e riduzione oraria fino al 60% per gli amministrativi.

In realtà però le due tv locali, Teletricolore di Reggio Emilia e Antenna1 di Modena non chiuderanno e passeranno ad una nuova società, la Rtr7, pare con la stessa proprietà, quella della famiglia Spallanzani. Un’operazione che preoccupa il sindacato dei giornalisti Aser. Secondo quanto riportato in un loro comunicato l’intento dell’azienda sarebbe quello di “ridurre il costo del lavoro obbligando di fatto i dipendenti, specie i giornalisti, a dimettersi da Rete 7 e ad essere riassunti a stipendi e diritti ridotti dalla nuova società Rtr 7, di fatto sempre di proprietà del gruppo Spallanzani, per proseguire senza soluzione di continuità nelle trasmissioni di Rete 7 E’ tv a Reggio Emilia e Modena”.

Non solo, l’azienda, secondo Aser, “con questo ‘trucco’ sembra cercare anche di beneficiare di nuovi contributi pubblici sdoppiando le testate e cercando in tal modo di superare le norme vigenti”.

Secondo Serena Bersani, presidente di Aser, questa vicenda ha del paradossale: “Da una parte i contratti di solidarietà, dall’altro il ricatto e possibili nuove assunzioni con un’altra sigla”.

La presidente del Corecom Giovanna Cosenza promette: “Vigileremo”.  A lei, come esperta di comunicazione, abbiamo chiesto che ruolo possono ancora avere le tv locali. “C’è molta richiesta di informazione locale” ci dice Cosenza, “ma è necessario specializzarsi”.

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