‘Boycott Turkey’. Al Marconi presidio contro la guerra. Facebook censura le pagine di Tpo e Cua

Bologna, 17 ott. – Blitz questa mattina da parte di un centinaio di militanti e attiviste di movimenti e centri sociali bolognesi all’aeroporto Marconi per protestare contro la compagnia aerea di stato Turkish Airlines,  per condannare l’invasione del nord della Siria da parte della truppe turche e per “condannare ogni accordo tra l’Unione europea e la Turchia”.

Gli attivisti e le attiviste hanno esposto uno striscione (‘Boycott Turkey‘) davanti ai banchi del check in della compagnia di bandiera con l’intenzione di bloccare i voli.

“Come ci insegnano dal Rojava – si legge in un comunicato del movimento femminista Non una di meno Bologna – la solidarietà è un’arma e in questo momento più che mai vogliamo utilizzarla per chiedere la fine di questa guerra, la fine di ogni accordo politico-economico con la Turchia. La rabbia delle combattenti e dei combattenti della Siria del Nord e dell’Est ci impone di schierarci dalla loro parte, di mostrare al mondo che siamo schierati dalla parte della Rojava, della libertà e della rivoluzione femminista, che siamo ostinatamente dalla parte delle e dei profughi che scappano dall’orrore e di tutte le e i migranti che continuano la loro lotta attraversando i confini.”jin jiyan azadi”!

Dopo due ore il presidio si è spostato all’esterno dello scalo in concomitanza con l’arrivo della celere. Il voto della Turkish per Istanbul alla fine ha subito un ritardo di 50 minuti ed è stato spostato alle 12, contro una partenza prevista per le 11.10.

Durante l’azione sono state oscurate alcune pagine social che stavano raccontando l’evento, tra queste le pagine dei centri sociali Labàs e Tpo, e del Collettivo universitario autonomo.

“Nella mattinata di oggi Facebook ha oscurato le nostre pagine – scrivono Làbas e Tpo – a causa dei contenuti pubblicati a sostegno della Rivoluzione del Rojava e del popolo curdo contro la guerra della Turchia di Erdogan. In queste ore molte altre pagine italiane e profili personali hanno subito lo stesso attacco. Le pagine di Làbas e del Tpo avevano rispettivamente circa 45.000 e 42.000 follower. Si tratta di numeri importanti, che dimostrano quanto le nostre organizzazioni siano dei punti di riferimento in città e non solo per le attività politiche e sociali che proponiamo ogni giorno. Questa è una violazione senza precedenti della libertà di espressione di centinaia di migliaia di persone in Italia e, anche da Bologna, l’appello che facciamo è di denunciare tutto questo a partire dal fatto che ora più che mai è importante continuare a condividere le iniziative in solidarietà alla straordinaria resistenza nella Siria Confederale del Nord”.

 

A prendere parte all’azione Rete Jin, Non Una Di Meno, Vag61, Laboratorio Crash, Collettivo Autonomo Universitario, Circolo anarchico Berneri, Làbas, Tpo, Xm24, Coordinamento migranti e Connessioni Precarie.

 

La diretta di questa mattina su Radio Città del Capo.

      Diretta dal Marconi di Bologna - Boycott Turkey

 

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