Casa in affitto. Trovarla a Bologna è ormai un’impresa

Uno screenshot del gruppo facebook “Bologna in affitto”

Bologna, 25 ott. – Trovare casa a Bologna è un’impresa impossibile. A testimoniarlo sono i post pubblicati dagli utenti sui gruppi Facebook dedicati e sui siti di annunci gratuiti. E c’è anche chi, dopo mesi di ricerca infruttuosa, è stato costretto a gettare la spugna. Appelli come “cerco disperatamente qualsiasi locazione”, “mi sto spostando da un Airbnb a un altro e non ne posso più, vorrei una stanza in questa città così bella quanto cara”, sono ormai all’ordine del giorno. A definirsi “disperati” non sono solo gli studenti universitari, principali avventori sul mercato degli affitti immobiliari in città, ma anche la categoria dei lavoratori. “I proprietari vogliono affittare esclusivamente a studenti per via delle detrazioni fiscali”, spiega Katia Balzano, lavoratrice campana ancora in cerca di una sistemazione da otto mesi. “Sto cercando una camera da marzo, solo nell’ultimo periodo ne ho viste 50. È una situazione devastante”, racconta.

Sarebbero le stesse agenzie immobiliari a non riuscire a soddisfare la domanda: “Ho chiamato in agenzia e mi hanno detto che stanno mandando gli studenti negli Airbnb, perché non c’è assolutamente nulla a disposizione”, denuncia un’altra giovane lavoratrice siciliana, Marilisa Salmeri. Così chi riesce a trovare casa finisce per considerarsi un privilegiato in confronto a chi è addirittura “dovuto tornare a casa, arreso”, come ammette Vito Scliffò, studente lavoratore. Un ulteriore problema denunciato, non secondariamente, sarebbe l’aumento dei prezzi: “Io sono arrivata a Bologna due anni fa, ho ricominciato a cercare casa a maggio e mi sono accorta che è sempre peggio”, racconta Nahla Lucchini, studentessa magistrale di Trieste.

      Katia Balzano, Marilisa Salmeri, Vito Scliffò, Nahla Lucchini

 

“C’è un miglioramento in atto nel mercato immobiliare che si riflette in una lieve spinta al rialzo dei prezzi“, spiega Luca Dondi, economista e amministratore delegato di Nomisma, società bolognese che monitora il settore immobiliare attraverso uno specifico osservatorio. A spingere al rialzo i canoni non sarebbe “tanto un eccesso di domanda, quanto un orientamento dell’offerta diverso”. Da un lato ci sono “proprietà che non vengono inserite nel circuito dell’affitto”, dall’altro proprietà che hanno mutato destinazione. Il riferimento qui è al “fenomeno Airbnb”, sempre più scelta dai proprietari perché “si pensa che garantisca una minore esposizione contrattuale”. Non essendo quindi bastato l’aumento della leva fiscale a convincere i proprietari, a questo punto “l’amministrazione di Bologna dovrebbe trovare strumenti per favorire l’ampliamento dell’offerta di locazione”, conclude l’amministratore delegato di Nomisma. Il Comune di Bologna “dovrebbe porsi il problema”, conclude Dondi.

      Luca Dondi, Nomisma

 

Nel frattempo gli studenti si stanno mobilitando: il collettivo universitaro Cua ha in programma per la giornata di oggi, mercoledì 25 ottobre, un dibattito su “emergenza casa, truffe e caro affitti”; ma anche i privati si stanno attivando, ad esempio con petizioni online, come quella lanciata dallo studente Olcay Özdolanbay, dove si chiede di instaurare un meccanismo di controllo sui prezzi e trovare una soluzione temporanea per i periodi maggiore crisi abitativa.

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