A chi fanno i comodo i Trolls in rete?

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Bologna, 2 gen. – I Trolls non piacciono a nessuno, ma forse a qualcuno fanno comodo. Non parliamo delle creature fantastiche de Lo Hobbit, ma di chi provoca, offende e disturba le normali interazioni tra gli utenti. Secondo Duccio Facchini, autore per Altraeconomia del libro “Trolls Inc.” i maleducati in rete non sono altro che lo specchio di un modello economico che valorizza (e crea valore) su chi abbassa il livello della comunicazione e dell’informazione in rete. Gli articoli spazzatura in rete fanno guadagnare, i Trolls aumentano i clic.
A guadagnare sono soprattutto le multinazionali che si dividono quasi tutta la torta degli utili online: da Google a Facebook, da Amazon a Yahoo!. Trolls Inc. ci racconta i punti salienti di un’economia che sfugge alla tassazione locale ed evita la responsabilità di tutto ciò che viene caricato, presentando tutto ciò come “libertà della rete”.
Ma attenzione! Forse i Trolls servono anche a noi, utenti, per smontare tutte le nostre sicurezze in rete e renderci un po’ più furbi e “gelosi” dei nostri dati.

E se la nostra narrazione online è tanto importante bisogna anche imparare a gestirla. Qualche consiglio arriva dal nuovo ebook di Francesca Sanzo (@Panzallaria), “Narrarsi Online” edito da Area51. Narrarsi online significa curarsi della propria immagine professionale e delle proprie passioni, per fare in modo che combaci con la nostra “vision”, la nostra etica. Un consiglio: crearsi una propria storia, che spieghi come siamo arrivati ad essere quello che siamo ora. Vale per le persone come per le aziende.

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