Tram, linea rossa nel 2026. Ma parcheggi, incentivi e percorso sono nodi da sciogliere


Bologna, 4 apr. – Un’Opificio Golinelli colmo di cittadini per la presentazione pubblica del progetto del tram che attraverserà Bologna: circa 550 persone presenti in sala, più tutte coloro che hanno dovuto seguire l’incontro dagli spazi adiacenti. L’obiettivo dell’amministrazione era far chiarezza, ma soprattutto cercare un dialogo con tutti i cittadini preoccupati per circolazione, parcheggi e conseguenti ricadute sugli esercizi commerciali che affacciano sulla futura linea rossa. Oltre ai residenti e agli esercenti dei quartieri interessati, non hanno mancato l’appuntamento i cittadini del comitato ‘Attacchiamoci al tram’, che hanno aperto la serata regalando all’assessora Irene Priolo un treno da costruire e poco prima del termine hanno srotolato due striscioni in sala, “Bologna non vuole il tram” e “#fermiamoli #notram”, evidentemente non soddisfatti dalle risposte dei tecnici e dell’assessora.

Nel concreto, le informazioni fornite hanno aggiunto poco a quanto già si sapesse. D’altronde molto è ancora da stabilire, perché il progetto di fattibilità vedrà la luce solo alla fine dell’estate, perciò – come è stato più volte ricordato – “è ancora possibile lavorare sull’opera con azioni di compensazione”. Si apre quindi ora un “momento di confronto importante”, come ha precisato Priolo, auspicando che i lavori possano avere inizio nel gennaio 2022 e che la prima vettura entrerà in esercizio nel gennaio del 2026. “A partire dall’8 di aprile si incontrerà la cittadinanza”, attraverso consigli aperti, incontri pubblici per ambiti e gruppi e punti informativi allestiti al mattino in tutti i quartieri. Il prossimo incontro pubblico è già fissato per il 23 aprile. I nodi da sciogliere corrispondono alle principali preoccupazioni avanzate anche ieri sera: i parcheggi, se ne perderanno 1200 su tutto il tracciato, le compensazioni per le attività commerciali e il percorso dentro porta.“Quello dei parcheggi è un problema”, ha ammesso chiaramente l’ingegner Alessandro Piazza, coordinatore tecnico del gruppo di progettazione. “Il tram migliorerà la viabilità e se si perderà qualche parcheggio si recupererà: dei 1200 eliminati, 700 stalli si recupereranno e 400 si sposteranno al parcheggio al capolinea di Borgo Panigale”. In questa fase si cercheranno però ulteriori aree di compensazione insieme ai cittadini. Riguardo “il parcheggio da 400 posti”, Priolo ha anticipato che “potrebbe funzionare come il parcheggio Tanari: P+Bus”, gratis il parcheggio per chi prende l’autobus. Mentre è stato confermato che saranno previste compensazioni per gli esercenti sotto forma di sgravi fiscali durante la fase di cantiere, perché ad esempio “sulla Tari e la Tasi il Comune può intervenire”; mentre “gli incentivi dovranno invece essere motivati”.


La linea rossa, dal costo complessivo di circa 500 milioni, avrà un percorso di 16,5km, 30 fermate e tre capolinea: a ovest al terminal Emilio Lepido, dove avrà sede il deposito di 90mila mq per la manutenzione di tutte le vetture e il ricovero di due linee; a est alla Facoltà di Agraria e a nord il terminal Fiera Michelino. Il percorso seguirà via Emilia Ponente, via Saffi, via San Felice e Riva di Reno, entrerà in centro e poi proseguirà lungo via Matteotti, Piazza dell’Unità, Viale Aldo Moro, Via San Donato, fino al capolinea alla Facoltà di Agraria. Ci sarà inoltre un collegamento con il parcheggio di via Michelino, terminal nord, di 1,5km. I dubbi rimango riguardo il percorso dentro porta, che potrebbe seguire via Ugo Bassi e poi via Indipendenza, oppure via Marconi, via Amendola, via Pietramellara. Nel primo caso, da via Ugo Bassi all’incrocio tra via Indipendenza e via Irnerio, sarà solo il tram a circolare in regime di promiscuità con la mobilità pedonale.

Il Comune ha confermato che il tram avrà una “natura poco impattante”, tanto che, se il progetto fosse approvato così com’è, Bologna potrebbe essere la prima di 12 città italiane con un tram senza linea di contatto (per 2 km), quindi senza fili e senza pali. In termini di capienza, un tram può arrivare a caricare fino a 290 persone se lungo 42 metri, oppure 220 se lungo 33 metri: quasi il doppio di un filobus dalla capacità di 150 passeggeri. Solo la linea rossa potrà trasportare 80mila persone nei giorni feriali, arrivando fino a 105mila sul lungo periodo. Ne passerà uno ogni 4-5 minuti, per arrivare da un capolinea all’altro ci vorranno 52 minuti, e in 200 metri si raggiungerà la fermata più vicina. Il mezzo camminerà in sede prevalentemente riservata, ma non sarà segregato dal resto della sede stradale, quindi non ci saranno barriere che ostacoleranno il passaggio. Ci saranno brevi tratti promiscui al traffico privato, ad esempio l’attraversamento sul Ponte della Ferrovia su via Marco Emilio Lepido; tratti a doppio binario con una corsia per senso di marcia privato oppure una per i privati e una per i pubblici, come su via Emilia Ponente da via Pertini a Porta San Felice. Per attraversare la strada sono previsti sistemi semaforizzati appositi, salita e discesa dal mezzo saranno facilitate per le persone con disabilità e anziani.

L’ingegner Alessandro Piazza ha ricordato come il tram miri a raggiungere gli obiettivi della pianificazione strategica: ridurre del -40% le emissioni di gas serra da traffico entro il 2030. Di queste, -28% da auto e moto, -12% riduzione parco circolante. Quindi si calcolano 440 mila spostamenti da orientare su bici trasporto pubblico e piedi, quasi 256 mila spostamenti in auto in meno. La tramvia sarà inoltre “un’occasione di riqualificazione – ha spiegato l’architetto Fulci – perché si rifaranno alberi e marciapiedi, e di rigenerazione”. Infatti l’obiettivo di progetto è che “ogni albero abbattuto ne verranno piantumati due”. Infine, l’assessora Priolo ha aggiunto che tra le priorità del Comune c’è anche quella di “lavorare anche sulla Sfm, il servizio ferroviario metropolitano. Nella pianificazione si prevede un treno ogni quarto d’ora ed è già partito uno scambio con la Regione, perché il tram incrocerà le stazioni del treno”.

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