Tra la veglia e il sonno c’è il pop di Giorgio Poi

26 apr. – Giochi di parole e sonorità oniricamente pop hanno dato forma a Fa niente, primo lavoro solista di Giorgio Poi, uscito per Bomba Dischi il 10 febbraio. “Considero questo disco una parte del percorso cominciato con i Vadoinmessico e proseguito con i Cairobi“, spiega Giorgio a Maps, in occasione del live a Palazzo Pepoli per ArtRockMuseum. “L’unica differenza è che canto in italiano, cosa che non avevo mai fatto, se non per scrivere delle mail!”, continua il musicista. “Inizialmente è stato strano, ma è come tornare dopo anni in una casa e ritrovare piano piano elementi familiari“. Da un punto di vista sonoro riecheggiano alcune soluzioni ritmiche dei Cairobi, soprattutto nei passaggi ipnotici e onirici, legati a un’attitudine particolare di Giorgio: “Mi piace la sensazione che si prova nell’ascoltare la musica durante le pennichelle pomeridiane. Per questo cerco di trasporre quella condizione di semicoscienza in quello che scrivo”. I testi, infatti, rispecchiano quella situazione un po’ ovattata che si prova da appena svegli, con un orecchio ben teso verso il cantautorato italiano: “Sicuramente Battisti e Dalla, ma soprattutto l’immaginario letterario di Paolo Conte, quel modo particolare di osservare il quotidiano“.

Fa niente rappresenta un salto in solitaria dotato non solo di richiami, ma di una propria identità, in una continua alternanza tra cantato e strumentale, tra ballate pop e accordi distorti. Aspettando di scoprire le creazioni future, qui sotto potete ascoltare la versione acustica dei singoli “Niente di strano” e “Tubature“.

 

Elena Usai

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