Test d’ingresso ad Agraria e Scienze della Formazione

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Bologna, 9 gen. – L’Alma Mater è pronta ad introdurre i test d’ingresso ad Agraria e Scienze della formazione e ad anticipare i test d’ingresso ai corsi di laurea che lo prevedono ad aprile, così come da quest’anno sarà fatto in tutta Italia per i corsi a numero programmato a livello nazionale (come Medicina).

Manca ancora il via libera da parte degli organi accademici, ma al momento è un po’ più di un’ipotesi. E’ una proposta a cui hanno lavorato negli ultimi due mesi i prorettori Gianluca Fiorentini e Roberto Nicoletti, su cui tra l’altro c’è anche l’accordo di tutte le Scuole.

Già dalla prossima primavera l’Alma Mater potrebbe mettere in piedi una prima sessione di test d’ingresso per i corsi a numero programmato a livello locale, “in particolare per l’area tecnologica” spiega Fiorentini “lo facciamo per allinearci con alcuni degli Atenei più prestigiosi e con i Politecnici”.

Intanto, l’Alma Mater registra un aumento in termini di nuove iscrizioni. Le immatricolazioni per l”anno accademico 2013-2014 sono in totale 22.187,  il 3,8% in più rispetto all”anno scorso.
Per quanto riguarda le singole Scuole, il vero boom è ad Agraria e Medicina veterinaria (+33,7%), che registra soprattutto nuovi aspiranti agronomi. La Scuola di Lettere e Beni culturali segna un aumento del 9,1%, seguita da Economia, management e statistica (+7,8% grazie in particolare ai corsi di statistica), Scienze politiche (+7,5%), Medicina (+6,2%), Lingue straniere (+5,7%), Psicologia e Scienze della formazione (+4,5%). Stabili Giurisprudenza (+2,1%) e Farmacia (-0,6%), in deciso calo Ingegneria e architettura (-10%) anche per effetto dei numeri chiusi in diversi corsi.

Dall’anno prossimo dovrebbero essere previsti test d’ingresso ad Agraria e Scienze della formazione, proprio per governare il boom di iscritti. “Ma saranno comunque numeri superiori al totale degli studenti immatricolati quest’anno”, assicura Fiorentini.

L’unica nota dolente è la distribuzione dei fondi statali per le Università da parte del ministero dell’Istruzione, secondo Dionigi “inaccettabile per il Rettore di Bologna”. Il rettore si è detto preoccupato non tanto per quest’anno,  in quanto la perdita di fondi era prevista e già  ammortizzata nel bilancio di previsione 2014, ma per il futuro e parla di
“delusione e ingiustizia” perché il fondo premiale che spettava all”Ateneo felsineo, già in calo rispetto all’anno scorso per il taglio generale della quota destinata alle Università’ virtuose, è stato ulteriormente decurtato. “Dal fondo premiale hanno pescato le risorse che servono per salvare gli Atenei in difficoltà”, spiega Dionigi.
Per legge, nessuna Università può avere un calo superiore al 5% del fondo di finanziamento. Per riequilibrare, agli Atenei virtuosi è stata tolta una parte di risorse per alimentare il Fondo di garanzia. A conti fatti, per l”Alma Mater di Bologna è successo questo: dai 63 milioni di premio dell’anno scorso, a Palazzo Poggi ci si attendeva di scendere a 58 milioni per effetto del taglio generale al fondo premiale. Invece ne arriveranno 53,4, perché 4,5 milioni sono stati stornati in favore degli Atenei più’ in difficoltà. Per Bologna significa un calo del 4,7%.

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