Terremoto e trivellazioni, “possibile ma non certa correlazione”

Bologna, 11 apr. – La rivista americana Science ha pubblicato un articolo in cui anticipa gli esiti della commissione Ichese, il gruppo internazionale di esperti a cui il presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani ha chiesto di indagare i rapporti di causa-effetto tra terremoto e trivellazioni. La commissione è nata dopo il sisma che ha colpito la regione nel 2012. Il titolo dell’articolo, tradotto dall’inglese, è: “Le attività umane potrebbero aver innescato i fatali terremoti italiani, dice uno studio”. La stampa nazionale, Repubblica e Corriere in primis, hanno ripreso la notizia con titoli più o meno “urlati”.

Repubblica_terremoto_Ichese

Cosa dice Science?

“L’attività umana può avere innescato il terremoto”. Romano Camassi, sismologo che abbiamo contattato varie volte in passato, ha letto l’articolo pubblicato sulla rivista americana e a titolo strettamente personale (come ci tiene a precisare, considerata la delicatezza del tema) commenta per noi la vicenda. Innanzitutto Camassi sottolinea che quello di Science non è un paper scientifico ma un articolo di cronaca che riporta alcuni elementi di uno studio non ancora pubblico. Rispetto al legame tra attività estrattive e terremoto, si parla di una “possibile e non certa correlazione” e inoltre Science nota come a supporto di tale tesi vi siano “elementi estremamente deboli”. Secondo l’articolo, citato da Repubblica e dal Corriere, a finire sotto accusa sarebbe l’attività di un pozzo preciso, quello denominato Cavone, che si trova a circa 20 chilometri di distanza dall’epicentro del terremoto del 20 maggio. Un terremoto il cui ipocentro è stato individuato a circa 6 chilometri di profondità; le attività estrattive del pozzo in questione, secondo quanto riportato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, arriverebbero ad una profondità di 3.310 metri.

Camassi, che tra le altre cose si occupa di prevenzione del rischio sismico, sottolinea come una “possibile conclusione estremamente labile” si sia tramutata in un “messaggio estremamente fuorviante” che allontana l’attenzione dell’opinione pubblica su quanto realmente si possa fare, e pretendere che venga fatto dalle pubbliche amministrazioni, per diminuire il rischio di danni causati da eventi naturali che, comunque, non si possono impedire. Che un terremoto, di quella potenza e anche superiore, nell’area ci potesse prima o poi essere era dato per assodato tra i sismologi. Che ad innescarlo sia stata l’attività di estrazione di petrolio dal pozzo Cavone non si può escludere ma è ancora tutto da dimostrare.

      Romano Camassi

Cosa dice la politica?

L’assessore regionale alle attività produttive, Giancarlo Muzzarelli, non ha ancora letto il rapporto Ichese. I tecnici di viale Aldo Moro però lo stanno analizzando. “Chiedono ulteriori approfondimenti” dice Muzzarelli che sottolinea come a volere la commissione sia stato il presidente Errani. “Siamo all’inizio di un percorso” dice ancora l’assessore che assicura ulteriori indagini. In caso venisse appurato il rapporto diretto tra attività estrattive e terremoto, “ovvio che le vieteremmo” dice Muzzarelli.

      Giancarlo Muzzarelli

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