Terre promesse, il Festival delle biblioteche specializzate che parla di migrazioni

 

Bologna, 7 gen. – È giunto alla terza edizione il Festival delle Biblioteche Specializzate di Bologna: 10 giornate di conferenze, seminari e spettacoli dal 9 al 22 febbraio, proposte dalla rete “Specialmente in biblioteca“, attorno al filo conduttore della Migrazione. Con il titolo Terre promesse. Migrazioni e appartenenze tutte le iniziative proposte affronteranno il tema da diverse angolature, con l’approccio specifico di ciascuna delle biblioteche specializzate che ospitano e promuovono l’iniziativa.

L’obiettivo della rete, formatosi a settembre 2015 con 9 biblioteche e oggi arrivato al numero di 17 associati, è chiarito da Bruna Zani, presidente dell’Istituzione Minguzzi: “mettendo assieme tutte le competenze abbiamo cercato di compiere un’operazione di divulgazione scientifica, per aprire lo spazio a un pubblico non specializzato.” Una rete che mostra un dialogo ricco e quasi unico in Italia.

L’unione degli spazi bibliotecari è diventata il terreno su cui saranno affrontati tutti i possibili esiti della tematica migranti: il primo appuntamento è sabato 9 febbraio con il convegno Il giardino segreto, del libro come strumento di incontro tra culture diverse: si terrà in Cappella Farnese (Piazza Maggiore, 6) con laboratori indirizzati agli insegnanti, cui è possibile iscriversi online.  A seguire, presso l’Istituto Storico Parri e con la collaborazione del Centro Amilcar Cabral, lunedì 11 febbraio (ore 17) si dialoga di quando il migrante era l’italiano (Italiani nel mondo. Storia dell’emigrazione italiana); quando invece uscire dai propri luoghi sia l’unica via di salvezza sarà l’argomento del seminario di venerdì 15, Invisibili: migrazioni, orientamento sessuale, identità di genere (Cassero LGBT Center ore 18).  Ancora, il 13 febbraio presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione, una giornata di riflessione dedicata all’infanzia (Infanzia migrante: capire, narrare, accogliere) segnata dal “dolore di uno strappo”.

Profughi, un album è il titolo della mostra  a cura di Stefano Casi  “nata su Facebook come reazione non violenta a chi per gli immigrati spesso serba soltanto righe su righe di indignazione (se non odio).” Ne sono nate 100 schede di profughi celebri (fotografie/immagini e breve didascalie), “un format che normalizza l’eccezionalità ed eleva la straordinarietà dell’essere uomo e migrante assieme.”

“Non ci dovrebbe essere distinzione tra chi scappa da una guerra e chi si allontana dalla patria per migliorare la proprie condizioni economiche”, afferma Casi. Einstein e Freddie Mercury, da Gesù a Karl Marx, sono stati tutti immigrati per qualcuno.

Alcune collaborazioni arricchiscono il programma tra cui Emilia-Romagna Teatro Fondazione con lo spettacolo Terre promesse, letture viandanti presso l’Arena del Sole (lunedì 18 ore 20.30); venerdì 22 il concerto di Pejman Tadayon ensamble con il nome “Sulla via della seta”, alla scoperta di musiche che vengono dall’incontro di viaggiatori e tradizioni (Museo internazionale e biblioteca della musica, ore 18.30) e la proiezione di Pixote – la legge del più debole al Cinema Lumière (ore 20.30), in lingua originale.

 

PER TUTTO IL PROGRAMMA CLICCA QUI

Intervista a Bruna Zani:

      PIPER_PODCAST_BrunaZani

 

Intervista a Stefano Casi:

      PIPER_PODCAST_StefanoCasi

 

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