Terra di Tutti. Si apre con un’anteprima il Festival del Sud del mondo

29 set. – Il Terra di Tutti Film Festival si apre quest’anno con un’anteprima d’autore. Domani sera, giovedì 30 settembre, alle 20 gli schermi del cinema Lumière ospiteranno l’ultimo documentario del regista argentino Fernando Solanas, La Tierra Sublevada:oro impuro. Si tratta di un viaggio nelle miniere a cielo aperto che alcune multinazionali hanno installato nel nord dell’Argentina e costituisce l’ultimo atto di una serie di cinque documentari che Solanas ha dedicato al suo Paese a partire dal crack economico del 2001.

Il Festival proseguirà dal 7 al 10 ottobre con la proiezione gratuita, al Lumière, di reportage, inchieste, corti e mediometraggi che sono stati girati in Africa, America Latina, Europa, Medioriente e Asia, per mettere in luce alcune questioni scottanti della realtà sociale e ambientale di queste zone. La prima giornata sarà segnata da proiezioni dedicate alla “fortezza europea”, cioè all’inaccessibilità delle coste mediterranee per i migranti in fuga; ci saranno poi opere sullo sfruttamento di risorse ambientali, sul rapporto tra le donne e l’Islam, sulle guerre “non dimenticate, ma latenti. Cioè quelle costanti per gli abitanti dei territori in conflitto, ma che non sono seguiti dai principali media”, come spiega Stefania Piccinelli di Gvc (Gruppo di Volontariato Civile) che da 4 anni si occupa insieme a Cospe (Cooperazione per lo Sviluppo di Paesi Emergenti) dell’organizzazione di un Festival sempre più legato a Bologna, che vive grazie alle due sopraccitate Ong e ai contributi di Regione e Provincia. Nell’ambito del Festival verrà assegnato anche un Premio Speciale dedicato a Benedetto Senni, agronomo scomparso nel 1994 che a lungo lavorò in Africa.

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