Defibrillatori in taxi. Per l’intervento urgente contro l’infarto

taxi defibrillatore

Bologna, 2 feb. – Un taxi, che gira continuamente per la città, può arrivare molto prima dell’ambulanza. Da questa consapevolezza parte l’idea di dotare i taxi di defibrillatori, 15 a Bologna, già in attività.
In caso di chiamata al 118 per un arresto cardiaco viene allertata automaticamente anche la centrale Cotabo, la cooperativa dei tassisti, che individua subito il mezzo dotato di defibrillatore più vicino al luogo. L’unico requisito è che sia un luogo pubblico. Se un taxi è nelle condizioni di arrivare prima dell’ambulanza, che comunque viene inviata sul posto, allora potrebbe essere l’autista a prestare il primo soccorso per il codice blu.

“Se la cosa dovesse funzionare perché non ampliarla? La nostra speranza è di salvare una vita”, confida il presidente Cotabo Riccardo Carboni. A Bologna da quando è attivo Pronto blu, il progetto che dal 2001 ad oggi installato 241 defibrillatori tra centri commerciali, scuole e impianti sportivi (1.500 i soccorritori non professionali addestrati), sono state undici le persone salvate da semplici cittadini. Non occorre tanto per salvare una vita: un corso di formazione di cinque ore, quello sostenuto dai primi tassisti salvavita, e un attrezzo portatile, appunto il defibrillatore, che oggi costa poco meno di 2.000 euro e sta chiuso in una valigetta. “L’obiettivo- spiega Giovanni Gordini, direttore del dipartimento di Emergenza dell’Ausl bolognese- è ridurre drasticamente il tempo in cui il paziente rimane in arresto cardiaco. Ogni minuto che passa le probabilità di sopravvivenza calano del 10%”.

Il 16% sopravvive grazie all’intervento del 118, che garantisce l’arrivo entro 10 minuti dalla chiamata. Ma è evidente che i margini per migliorare ci sono, anche con l’aiuto dei tassisti. L’idea è nata da alcuni di loro, che facevano già i volontari del 118 nel tempo libero.

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