Sviluppo sostenibile. Asvis: “L’Italia peggiora su diversi punti, dalla povertà all’accesso all’acqua”

Foto pubblicata sul sito di Asvis

7 ott. – A che punto è l’Italia nel percorso verso il raggiungimento dei 17 obiettivi dell’agenda 2030? Il Rapporto 2019 dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile si propone di rispondere esattamente a questo interrogativo. Giulio Lo Iacono, responsabile pianificazione, gestione e monitoraggio attività trasversali di Asvis, descrive metaforicamente il quadro italiano come “ricco di chiari scuri”. Se infatti “migliora in alcuni campi, come salute, uguaglianza di genere, innovazione, disuguaglianze, economia circolare; peggiora in altri, per esempio povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, accesso all’acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari e degli ecosistemi, terrestri perché aumenta drammaticamente il consumo di suolo”. Rimane invece “stabile per educazione e lotta al cambiamento climatico”. Proprio per questo al rapporto di Asvsis vengono affiancate alcune “proposte per cercare di accelerare il cammino dell’Italia verso lo sviluppo sostenibile”.

Lo Iacono elenca alcuni punti fermi: “Serve un forte investimento tecnologico in infrastrutture per la mobilità sostenibile, perché il nostro sistema produttivo è ancora legato a metodi tradizionali quindi appena c’è un po’ di ripresa aumentano le emissioni. È necessario investire nella green economy, così come promuovere un cambiamento culturale“, a partire dal lavoro, dove la promozione dello “smart working” potrebbe essere un prima reale soluzione “per ridurre l’impatto ambientale”. Attenzione anche alla “continuità delle strutture di cooperazione internazionale“, da migliorare.
Intanto, i primi segnali positivi sono arrivati con “il discorso programmatico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte”, che ha sottolineato l’importanza di inserire in Costituzione il principio dello sviluppo sostenibile: “Significa accettare una visione basare sull’equità”, commenta Lo Iacono. In conclusione, “se riuscissimo a riordinare le risorse esistenti, potremmo avere benefici significativi”.

 

      Giulio Lo Iacono, Asvis

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