Strage 2 Agosto 1980. Da Fiore e Adinolfi un sedicente tribunale parallelo per ribaltare le sentenze

Da sx Fiore, Adinolfi e un militante di Forza Nuova

Bologna, 29 gen. – Un sedicente “Tribunale internazionale” per esercitare “una sorta di controgiustizia, o giustizia parallela” e dimostrare che la matrice della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna -e di altri eccidi che avvennero in quegli anni in Italia- non era neofascista. E’ questo il progetto degli ex leader del gruppo eversivo neofascista Terza Posizione Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Il primo numero uno di Forza Nuova, il secondo intellettuale di riferimento per alcuni grupposcoli neri del giorno d’oggi.

Per annunciare ai giornalisti l’idea del “tribunale” Fiore e Adinolfi hanno scelto un hotel dell’estrema periferie di Bologna, una location individuata per evitare eventuali contestazioni da parte dell’antifascismo cittadino. I due hanno spiegato di aver già individuato il presidente del futuro “tribunale”. Dovrebbe trattarsi dell’avvocato russo Mikhail Kuznetsov che, hanno detto, “si è già occupato dei crimini americani in Serbia”. Perché un russo? “Perché speriamo che dagli archivi di Mosca possano uscire documenti interessanti“. La loro idea è dunque che i servizi segreti che rispondono a Putin siano più trasparenti e affidabili di quelli italiani, e i loro archivi forse più accessibili e a loro disposizione.

Il sedicente tribunale ancora non c’è, ma Fiore e Adinolfi hanno già scritto le loro sentenze. La strage del 2 agosto 1980 a Bologna non fu opera dai terroristi neri Mambro e Fioravanti, come scritto in sentenze passate in giudicato, ma potrebbe essere stata compiuta sotto la spinta del servizio segreto dell’ex Ddr, la Stasi, che voleva destabilizzare la democrazia italiana. Ma assieme alla Stasi della Germania dell’est potrebbero avere operato, dicono, anche gruppi paramilitari palestinesi e, eventualmente, le Br o altri terroristi di sinistra. Tutte le piste sono più credibili, per Fiore e Adinolfi, delle condanne definitive scritte dalla magistratura italiana nei confronti di Mambro e Fioravanti. Perché le condanne contro i due ex Nar allora? “Perché eravamo i più deboli – dicono – All’epoca ci fu una saldatura tra Pci e Dc e quella fu un’operazione del deep state”. E Gilberto Cavallini, attualmente sotto processo per concorso in strage e accusato di avere supportato Mambro e Fioravanti? “Innocente”. Anche qui Fiore e Adinolfi la loro sentenza l’hanno scritta, prima di quella della magistratura italiana e anche prima del loro sedicente tribunale. Questo il quadro della storia parallela raccontata dai che aggiungono: “Se Mambro e Fioravanti fossero stati colpevoli l’avremmo sicuramente saputo”.

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