Stipendio troppo basso e il Belgio la caccia. La storia di Silvia Guerra

Stipendio troppo basso e il Belgio la caccia. La storia di Silvia GuerraBologna, 24 dic. – Silvia Guerra ha 39 anni, è nata a Bologna e di lavoro fa la fisarmonicista e l’attrice. Dopo aver passato qualche anno in Francia ha deciso di trasferirsi a Bruxelles, in Belgio. “E’ un paese con buone possibilità e prospettive interessanti per chi fa il mio mestiere”. C’è però un problema: le regole belghe sono molto restrittive nei confronti di chi non ha la cittadinaza. Il risultato è che il 20 novembre 2013 ha ricevuto un “avis d’expulsion“, un avviso che le dà 30 giorni di tempo per andarsene dal paese. “Pena la detenzione se non lo fai”, aggiunge Silvia.

Il motivo? Il suo reddito è troppo basso, anzi non è nemmeno considerato un reddito perché per la burocrazia belga  tecnicamente si tratta di una forma di sussidio. “Voglio raccontare questa storia non perché io mi senta una martire – spiega Silvia – Questa vicenda mette però bene in evidenza l’ipocrisia che c’è dietro la cosiddetta Europa dei diritti“. Silvia ha fatto ricorso e sta aspettando l’esito del procedimento. “Rischio comunque di perdere il lavoro – racconta – e poi c’è l’assurdità di dover lasciare un paese e poterci rientrare il giorno dopo, perché sono comunitaria”. Ecco la sua storia:

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