Economia. “Stiamo uscendo dal tunnel, ma non è detto che fuori ci sia il sole”

Bologna, 24 mar. – Leggero miglioramento delle tendenze economiche e diminuzione della disoccupazione nell’area metropolitana di Bologna. A dirlo sono i dati della indagine sulla congiuntura delle Camere di Commercio e Unioncamere presentati oggi in conferenza stampa dal presidente della Camera di Commercio di Bologna, Giorgio Tabellini e Stefano Rossetti, Direttore Generale di Unipol Banca.

Nonostante il 2014 si chiuda con un bilancio complessivamente negativo, l’ultimo trimestre dell’anno ha portato una leggera risalita che sta continuando in questo inizio 2015 e fa sperare che la ripresa continui. A crescere, anche se di poco, sono il fatturato (+0,6% e 4,1% quello estero) e gli ordini (0,4%).

Risultano particolarmente in difficoltà il settore delle costruzioni e quello dell’artigianato manufatturiero dipendente principalmente dal mercato interno che chiude l’anno con produzione, fatturato e ordini calati più del 4%. Ancora non previsti balzi in avanti per le cooperative, che risultano il settore più sofferente. Il bilancio è negativo anche per i servizi alle persone e alle imprese che chiudono il 2014 con un volume d’affari del -2,7%.
Situazione analoga per gli investimenti delle imprese, poco sognificativi soprattutto in ricerca e per l’introduzione sul mercato di nuovi prodotti. Nell’anno appena passato la percentuale delle imprese che hanno investito è diminuita del 14% rispetto al 2013.

Positivi, invece, i tassi di crescita per le industrie metalmeccaniche e elettroniche grazie alla forte propensione all’esportazione e per il traino del packaging che nell’ultimo trimestre dell’anno ha registrato una leggera ripresa nonostante un 2014 in affanno.
Dati positivi nell’anno appena concluso anche per quel che riguarda il numero delle imprese che è aumentato dello 0,12% e il forte calo dei fallimenti (10% in meno rispetto al 2013).
È evidente il consistente incremento dei mutui residenziali e il lieve aumento dei consumi, soprattutto per quel che riguarda la grande distribuzione, grazie alla deflazione che porterà potere d’acquisto alle famiglie nel corso dell’anno.
Fa ben sperare la diminuzione dell’1,1% della disoccupazione, che però riguarda ancora il 7% della popolazione con più di 15 anni e continua a colpire in misura maggiore le donne.

Il problema, spiega Tabellini, presidente della Camera di Commercio di Bologna, non è tanto la deflazione che spinge a rimandare gli acquisti a quando i prezzi si abbasseranno ulteriormente, ma soprattutto “la paura che hanno le famiglie e gli operatori economici che blocca investimenti e consumi e che impedisce all’economia di spendere”.
La ricetta per risollevare l’economia è, quindi, eliminare la paura e ciò può avvenire solo “evitando i discorsi politici e privilegiando la rappresentazione in forma vera e concreta di questa situazione di ripresa economica, parlando della ripresa e della speranza diffusa di un miglioramento”. Aggiunge Tabellini, che “c’è soprattutto bisogno che gli imprenditori facciano la loro parte aumentando la competitività, gli investimenti, l’innovazione e il commercio nei mercati esteri.”
Le conclusioni di Rossetti di Unipol non sono, però, altrettanto ottimistiche: come egli stesso afferma, infatti, “stiamo uscendo dal tunnel ma non è detto che fuori ci sia il sole”.

Clara Vecchiato

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