Smog. Niente blocco dei diesel Euro 4 fino al 2020

Bologna, 16 ott. – Sarà tutto rinviato di due anni, oltre le elezioni del 2019. Il blocco dei diesel euro 4 per rispondere all’emergenza smog non solo è durato una settimana e poi è stato subito “smontato” dalla marcia indietro della Regione, ma verrà rinviato di due anni. Ad annunciarlo con una nota il capogruppo del Pd Stefano Caliandro:  “Con la legge sulla Sessione europea, la Regione sospende fino al 2020 il blocco ai diesel Euro 4 ma stanzia 5 milioni di euro per il rinnovo del parco autovetture privato, il Governo farà altrettanto?”. Il voto sul provvedimento ancora non c’è stato ma appare scontato visto i numeri in consiglio regionale dove il Pd ha abbastanza consiglieri regionale per decidere in autonomia e senza la sinistra (che tra l’altra ha già annunciato con Igor Taruffi di Si di non voler votare questo provvedimento).

Le modifiche al blocco degli euro 4 sono state inserite all’interno della legge “Attuazione della sessione europea regionale 2018 – Abrogazioni e modifiche di leggi”, una sorta di maxi decreto omnibus che abrogherà 41 leggi, 5 regolamenti e 65 modifiche normative. Al di là del rinvio del blocco sull’euro 4, Caliandro rivendica nuove misure sullo smog che appaiono come una sorta di compensazione alla revoca del blocco per i prossimi 24 mesi. Si parla dell’aumento delle domeniche ecologiche (da una a due al mese), il blocco totale della circolazione dopo tre giorni di sforamento dei limiti dello smog (contro i quattro precedenti) e i 5 milioni per la rottamazione. Un elenco che Caliandro legge così: “L’Emilia-Romagna non abbandona assolutamente la battaglia per un’aria migliore nel bacino della Pianura Padana e al tempo stesso garantisce e tutela il diritto alla proprietà”.

Attacchi al Pd arrivano dalla Lega, che parla di “presa in giro“: prima hanno bocciato in commissione la proposta avanzata dalla Lega di eliminare l’euro 4 dal divieto di circolazione – ha sottolineato il capogruppo del Carroccio Alan Fabbri – e poi, due giorni dopo, l’hanno applicata contraddicendo totalmente quello che avevano sostenuto fino al giorno prima”.

“Il problema dell’inquinamento è reale e va affrontato in maniera concreta – dichiara invece Igor Taruffi di Sinistra Italiana – il  piano aria è stato votato, più di un anno e mezzo fa e senza l’opposizione di nessuna forza politica per far fronte a una infrazione comminata dall’Unione Europea per lo sforamento delle PM10. Per questo oggi sembra assurdo vedere le barricate della Lega in aula ed è ancora meno comprensibile che si torni indietro su un provvedimento necessario, fallito a causa del malfunzionamento della filiera istituzionale: una cosa è certa, la decisione non è stata condivisa e illustrata ai cittadini con tempi congrui e sostegni adeguati. Quindi non condividiamo e non voteremo le modifiche proposte, che non offrono reali e concrete misure compensative per ridurre l’inquinamento”.

Parla invece di “pasticcio colossale” il Movimento 5 Stelle. “Il MoVimento 5 Stelle ha scelto di non prendere parte all’ennesima pagliacciata messa in campo dalla ditta Bonaccini&Gazzolo su un tema così importante come la qualità della nostra aria – spiega Silvia Piccinini – Per questo abbiamo scelto di non partecipare al voto. È semplicemente paradossale che la Regione si dipinga come ambientalista incompresa visto che tutti i progetti portati avanti fino ad oggi, dal Passante di Bologna all’autostrada Cispadana e alla bretella Campogalliano-Sassuolo, vanno tutti nella direzione diametralmente opposta a quella della costruzione di una mobilità realmente sostenibile”. “Troviamo francamente assurdo che dall’approvazione del PAIR lo scorso anno la Regione non abbia mosso un dito per preparare i cittadini a un cambiamento così importante – aggiunge Andrea Bertani – Non c’è stata nessuna campagna informativa, nessuna previsione di incentivi per la rottamazione dei veicoli più inquinanti. “Adesso quello che chiediamo alla Regione – concludono Piccinini e Bertani – è di avviare fin da subito tutti i provvedimenti possibili per preparare i cittadini alla scadenza del 2020. Termine che oggi la Giunta ha fissato come perentorio ma che temiamo che lo sia fino al loro prossimo, e sempre più probabile, ripensamento”.

 

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