Sanità. 661 giorni per una colonscopia. “Assurdo”

Bologna, 29 lug. – La sanità bolognese “potrebbe stare meglio”. I sindacati confederali puntano il dito contro le aziende sanitarie locali del bolognese e chiedono ai comuni di fare la voce grossa. “Le aziende sanitarie non rispettano gli accordi” dicono all’unisono Cgil, Cisl e Uil. In particolare, la Triplice accusa le direzioni aziendali di non rispettare gli accordi siglati in tema di riorganizzazione. Lavoratori che mancano e turni massacranti a cui si accompagnano liste di attesa lunghissime.

Il discorso vale per tutti gli ospedali di Bologna e provincia, dal Maggiore al Sant’Orsola passando per l’ospedale di Bentivoglio e quello di San Giovanni in Persiceto. Per ogni realtà i sindacati indicano le criticità: a San Giovanni mancano tre infermieri e tre operatori socio sanitari; a Bentivoglio, “la scelta, unilaterale dell’azienda, di prevedere un pediatra reperibile al posto di uno presente h 24” sarebbe stata presa senza spiegarla alla cittadinanza; a Porretta, dopo la chiusura del punto nascita, il “progetto elaborato dalle ostetriche del territorio e dalle organizzazione sindacali non è stato ancora discusso”; al Maggiore e al Sant’Orsola mancano alcune delle assunzioni promesse. E contro tutto questo i confederali non escludono di scendere in agitazione, già dal prossimo settembre.

Inoltre, su tutti gli ospedali e nei poliambulatori, “bisogna ridurre le liste d’attesa”. Alcuni esempi: per una risonanza all’addome la lista di attesa prevede 318 giorni in tutti i distretti; a Bologna per una colonscopia bisogna attendere 661 giorni. “E’ assurdo” dice Antonella Raspadori della Funzione Pubblica Cgil. “Per alcuni esami le liste sono addirittura chiuse” rincara la sindacalista. Nelle stesse strutture, però, se si sceglie la strada della prestazione privata, i tempi sono invece notevolmente più brevi. E’ per questo che i confederali propongono “la sospensione della libera professione fino alla normalizzazione dei tempi delle prestazioni”.

“Il perdurare di questa situazione costringerà le organizzazioni sindacali – scrive la Triplice in una nota – ad assumere adeguate iniziative di mobilitazione, dalla convocazione di assemblee nei presidi ospedalieri e sul territorio, alla richiesta di incontro con il Prefetto, alla organizzazione di presidi sotto la Prefettura, alla sospensione dello straordinario”.

L’intervista ad Antonella Raspadori della Funzione Pubblica Cgil

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