“Siamo Casalesi, paga”. La banda degli estorsori di Sassuolo

19 apr. – Otto persone di origine campana ma residenti nel modenese sono state arrestate dai carabinieri di Sassuolo con l’accusa di estorsione e rapina con l’aggravante del metodo mafioso. L’inchiesta della dda di Bologna, pm Enrico Cieri, parte dalla denuncia di un imprenditore sempre di origine campana con l’azienda nel comparto ceramico di Sassuolo. Secondo le indagini gli arrestati recuperavano crediti vantati da altri imprenditori, da 1500 a 25000 euro, e aggiungevano per loro una percentuale. Ma si rivolgevano alle vittime vantando l’appartenenza al clan dei Casalesi e dicendo di “essere gli eredi di Sandokan”. L’attività estorsiva, tipica della Camorra in Campania, è per gli investigatori il segno della penetrazione raggiunta in Emilia Romagna dall’attività mafiosa. Per questo, secondo il pm l’appartenenza esibita al clan significa uno scarso timore di denunce.

Le indagini hanno individuato come vittime 5 imprenditori locali nel settore edile, quattro residenti nel modenese e uno in provincia di Rovigo. Uno di questi si è rivolto ai carabinieri di Sassuolo lo scorso luglio dando il via all’inchiesta. Gli arrestati oltre alle estorsioni avrebbero malmenato le vittime e mostrato loro il calcio di una pistola. Durante le perquisizioni avvenute in contemporanea con gli arresti sono state trovate diverse agende, nella casa di un arrestato è stata trovata una pistola, replica di una Beretta ma senza il tappo rosso e 15 cartucce a salve.

I nomi degli arrestati sono: Massimiliano Risi, 41 anni, residente a Carpi, Antonio e Renato Corvino, rispettivamente di 32 e 46, residenti a Cavezzo, Biagio Del Prete, 58 anni, residente a Finale Emilia, Angelo Lanno, 36enne residente a Novi di Modena, Luigi Melucci, 45 anni, residente a Mirandola, Enrico Palummo, 25enne residente a Soliera e Francesco Pellegrino, 58enne residente a Modena

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