Si chiama regionalismo differenziato, si legge sistema sanitario fatto a pezzi

7 feb. – Tecnicamente si chiama “regionalismo differenziato“, ed è il processo che porterà ad attribuire alla tre regioni più ricche d’Italia (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) “forme e condizioni particolari di autonomia”, come previsto dall’articolo 116 della Costituzione. Di regionalismo differenziato, secondo alcuni un neo secessionismo leghista mascherato, se sta parlando troppo poco. Almeno a giudicare dagli allarmi lanciati da più parti. L’economista dell’Università di Bari Gianfranco Viesti parla di possibilesecessione dei ricchi” e mette in guardia sul destino del sistema sanitario nazionale (a rischio spacchettamento) e di quello scolastico, il presidente della federazione nazionale degli ordini dei medici Filippo Anelli chiede alla politica di fermarsi a discutere prima di prendere decisioni che potrebbero “minacciare la tutela della salute“. A loro si è aggiunta la fondazione Gimbe, che chiede subito una “consultazione pubblica per valutare il potenziale impatto delle maggiori autonomie sulla tutela della salute”, e il costituzionalista Massimo Villone che sulle pagine di Repubblica racconta di un’Italia “già spaccata” e di una secessione in arrivo.

Questa puntata di “Linfe. Sanità, salute, sociale” a cura Giovanni Stinco vi racconta le possibili conseguenze del regionalismo differenziato. In trasmissione Gianfranco Viesti, economista dell’Università di Bari, e Filippo Anelli, presidente nazionale della Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

 

      Linfe - Il regionalismo differenziato e le sue conseguenze

 

Linfe. Salute, sanità, sociale” è una trasmissione di Ambra Notari e Giovanni Stinco, in onda il lunedì e il mercoledì alle 10.45 su Radio Città del Capo. Qui tutte le puntate di Linfe.

 

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