Sgombero Xm24. Urbinati: “La repressione non porterà al Pd voti da destra”

 

Bologna, 8 ago. – “Non c’è bisogno che Bologna diventi esempio di ‘ruspismo’. La città che noi conosciamo è quella che dobbiamo difendere e portare alle prossime consultazioni elettorali con grande forza contro il vero partito della ruspa culturale, istituzionale e materiale”. Questo il pensiero della politologa Nadia Urbinati circa lo sgombero del centro sociale autogestito Xm24: “Il dialogo, la trattativa, la mediazione, sono i metodi politici, gli altri sono metodi che interrompono la politica. Dare alle forze dell’ordine il compito di fare il repulisti non è un modello per chi ha una visione democratica della vita pubblica. Le possibilità e la mentalità all’interno dell’amministrazione ci sarebbero secondo l’opinione della politologa, che fa riferimento alle parole del presidente della Fondazione Innovazione Urbana, Raffaele Laudani, quando dice di immaginare “una città senza sgomberi”.

Ma se un’amministrazione Pd usa il “pugno duro”, spiega, come potrebbero fare “giunte di destra”, sperando di “prendersi il sostegno e le simpatie da un pontenziale elettorale conservatore, allora fa un errore madornale”. Prendendo ad esempio la strada aperta dall’ex Ministro dell’Interno del governo Gentiloni, Marco Minniti, Urbinati ricorda come quelle scelte politiche non abbiano catalizzato voti, semplicemente perché “l’elettorato potenziale leghista non voterà mai a sinistra”. Per questo suggerisce che l’amministrazione eviti qualsiasi forma di repressione di esperienze d’autogestione come quelle di Xm24 o di Làbas (riferendosi allo sgombero del 2017), per le ripercussioni che potrebbe avere sui sentimenti dei cittadini, ma soprattutto perché contribuiscono a dare alla città un “aspetto plurale”. Una ricchezza che arriva dalle periferie e non da un centro storico dove regna il “conformismo e l’uniformità”.

      Nadia Urbinati Xm24

Anche l’antropologo Giuseppe Scandurra condivide la necessità di riconoscere il valore delle realtà autogestite e non di ricorrere allo strumento degli sgomberi, così come espresso dall’assessore alla Cultura Matteo Lepore dopo l’accordo trovato con Xm24. La vera domanda che rimane ora però, secondo l’antropologo è: “Che idea e che disegno c’è di quella periferia? Da una parte c’è la retorica della gentrificazione, un processo auspicato dalla stessa amministrazione da tanti anni. Basta però guardare il caso di Trilogia Navile e il fallimento dei costruttori per capire che nonostante sia così auspicata, questa gentrificazione non avviene in Bolognina”. E poi quella che Scandurra definisce “la dialettica noiosissima decoro/degrado, tutta strumentale. Non è attorno alla continua strumentalizzazione della parola ‘decoro’ o ‘degrado’ che un’amministrazione può guidare il disegno e l’attività politica da fare nel quartiere”.

      Giuseppe Scandurra Xm24
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