Sgombero Làbas: rinvio a giudizio per 11 attivisti, c’è anche De Pieri

Bologna, 18 dic. – Resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, getto pericoloso di cose e violazione della legge 152 del 1975 per aver cercato di non farsi identificare usando caschi, fazzoletti e occhiali scuri. Questi i reati per cui la Procura di Bologna chiede il rinvio a giudizio per 11 persone per gli scontri con le Forze dell’ordine durante lo sgombero di Labas dall’ex caserma Masini di via Orfeo, avvenuto lo scorso 8 agosto.
A dirigere la resistenza contro gli agenti è stato, secondo i pm Antonella Scandellari e Antonello Gustapane, Gianmarco De Pieri, storico attivista e co-presidente di Coalizione civica, che avrebbe respinto le richieste di uno sgombero pacifico avanzate dalla Polizia, distribuendo caschi da cantiere alle persone che si trovavano in prima fila contro lo sgombero.

Alcuni di loro, oltre ad aver costruito barricate con dei cassonetti e delle balle di fieno hanno anche lanciato “petardi, fumogeni, bombe carta e corpi contundenti” contro gli agenti (da cui l’accusa di getto pericoloso di cose), e hanno anche causato lesioni personali, con prognosi tra i sei e i 64 giorni, a sette poliziotti. Infine, cinque degli 11 indagati, tra cui De Pieri, sono accusati di aver tentato di “rendere difficoltoso il loro riconoscimento” indossando caschi e occhiali scuri o coprendosi il volto con dei fazzoletti

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“Inchiesta farlocca, l’ennesima – scrive su facebook il co-presidente di Coalizione Civica De Pieri –
Una verità politica: l’8 agosto c’eravamo ed abbiamo difeso un’impresa comune, accumulando forza e consenso per il percorso che ci ha portato a d innondare Bologna con un corteo gigantesco di 20000 donne ed uomini liberi. E che ci ha spinto dentro Vicolo Bolognetti. La politica nasce dalla e torna sulla strada, i Palazzi vanno usati per cambiare le regole del gioco, senza starci troppo e senza crederci mai. Avanti Labas, Avanti Tpo, Avanti Coalizione Civica”.

“La nostra solidarietà è chiara, semplice – recita un comunicato di Coalizione Civica – quel giorno c’eravamo e chi di noi non c’era fisicamente era lontano solo perché fuori città.Saremmo stati molti di più, saremmo stati tutti e tutte lì, quella mattina, ad opporci a quella brutta pagina della storia della nostra città, se l’ordine di sgombero non fosse stato dato a città ormai svuotata. E oltre a noi ci sarebbe stato un grande, gioioso, forte pezzo di città, quello che solo un mese dopo ha dato vita alla grande manifestazione del 9 settembre”.

“Bologna ha riconosciuto Lábas – dice invece il deputato Giovanni Paglia di Liberi Uguali-Sinistra Italiana – che non ha smesso nemmeno per un minuto di vivere dopo lo sgombero, ha visto momenti di partecipazione straordinaria nelle settimane seguenti, fino a conquistare il diritto di continuare la propria esperienza in Vicolo Bolognetti. Non esistono momenti buoni e momenti cattivi in questa vicenda, ma solo la lotta per difendere un’esperienza che andava difesa. Questo è un fatto politico, che non può essere messo in discussione dall’ennesimo processo”.

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