Sgombero al 36, il Cua occupa gli uffici del prorettore

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Foto tratta dalla pagina Facebook “Datastorm – Archivio36”

Bologna, 16 dic. – L’università ha chiuso con una parete in cartongesso la stanza occupata dal Cua all’interno della biblioteca di Discipline Umanistiche dell’Ateneo di Bologna.

“Durante il weekend- denuncia il collettivo- l’ufficio tecnico dell’Università ha sgomberato la saletta, costruito un muro di
cartongesso per impedire l’accesso e requisito tutta l’attrezzatura all’interno”. Prima dello sgombero l’aula occupata ospitava il progetto “Datastorm” del Cua per la creazione di uno spazio “social” dedicato alla consultazione di testi in formato digitale, scannerizzati e messi a disposizione direttamente dagli studenti, ma anche alla lettura dei giornali e di altre riviste. Una “biblioteca sociale”, così l’ha definita il collettivo, dove all’interno c’era anche una macchinetta del caffè autogestita dagli studenti per contrastare il caro-prezzi della bevanda nella struttura universitaria, che prima costava 35 centesimi, ma recentemente è salito a 60.

Sono stati sgomberati per motivi di sicurezza, rispondono i vertici dell’Alma Mater di Bologna spiegano: “Lo abbiamo fatto per motivi di sicurezza quello è un soppalco usato per fare qualche fotocopia ogni tanto, non è fatto per reggere il peso di 20-30 persone”. In altre parole, afferma il prorettore Roberto Nicoletti, “poteva crollare”.

Gli attivisti, che hanno accusato il prorettore di “furto di libri”, hanno occupato per un paio di ore nel pomeriggio gli uffici di Nicoletti, ottenendo alla fine un incontro. Il prorettore ha promesso per domani la restituzione di tutto il materiale.
Ce ne parla Stefania del Cua.

 

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