Sesso, amore, religione: le parole di Leonard Cohen

leonard cohen

1 ott. – Ha compiuto ottant’anni il 21 settembre e il giorno dopo è uscito il suo tredicesimo album in studio, Popoluar Problems: Leonard Cohen vive ormai da diverso tempo una seconda giovinezza, dopo avere passato buona parte degli anni ’90 in un monastero buddista. La religione, quella ebraica per nascita e quelle orientali successivamente, sono uno dei temi che attraversano i testi del musicista, ma anche scrittore e poeta, a cui Roberto Caselli ha dedicato un libro uscito recentemente per Arcana. Abbiamo intervistato Roberto ieri a Maps, e gli abbiamo chiesto quali siano i temi ricorrenti nelle liriche del canadese, oltre alla religione: “L’amore naturalmente, il sesso: un punto importante, che ha la stessa importanza della meditazione, ci permette di raggiungere Dio”, ci ha raccontato il giornalista di Radio Popolare.

L’approccio di Cohen è sincretico, in molti sensi: dal punto di vista religioso, certo, ma anche secondo una prospettiva più ampia. Da un’infanzia rigida, tutta casa-e-sinagoga agli eccessi degli anni ’60, la varietà di esperienze del nostro si ritrova nei suoi testi: non è un caso che abbia passato molto tempo a Los Angeles, una delle capitali del sincretismo spirituale, per così dire, e non a caso il monastero nel quale si è ritirato per diversi anni adottando il nome di “Il silenzioso”, non è lontano dalla metropoli californiana.

Qui di seguito tutta l’intervista, con un parere del nostro ospite sull’ultimo disco Popular Problems (“I temi politici affrontati nell’album non sono il suo forte”, ci ha detto Caselli) e delle osservazioni sui romanzi di Cohen (con un interessante riferimento a Tarantula di Bob Dylan).

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