I segreti dei Perturbazione: live a Maps AUDIO-VIDEO

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18 apr. – “Abbiamo provato a dire alla nostra etichetta, la Mescal, di farci girare in limousine, ma niente: siamo sempre in furgone”: i Perturbazione sono venuti a trovarci giovedì della scorsa settimana e ci hanno confermato subito che non è cambiato nulla, dopo l’esperienza di Sanremo. Un’esperienza che hanno raccontato a lungo ai nostri microfoni, nel pomeriggio del loro live al Locomotiv Club. “Non volevamo andarcene da Sanremo”, ci ha detto Gigi Giancursi, che ha suonato in acustico insieme a Tommaso Cerasuolo tre brani: la title track dell’ultimo Musica X, una versione unplugged del brano portato all’Ariston, “L’unica”, e una delicatissima “Agosto” per chitarra e voce. Ma nei nostri studi, in regia accanto a chi vi scrive, c’era anche Elena Diana. Insomma, abbiamo ripetuto la formazione e lo schieramento del giugno 2013, quando la band di Rivoli venne a trovarci proprio per presentare l’album. “Alla giuria del Festival è piaciuto, ci hanno detto di lavorare in quel senso, ed è così che è nata la canzone che abbiamo presentato a Sanremo”, hanno raccontato i nostri ospiti.

Come immaginate, il baraccone sanremese è davvero spassoso, se raccontato da musicisti e persone come i Perturbazione. La sensazione che abbiamo avuto è che la band si sia proprio goduta quei giorni strani, in cui tutto è una sorta di bolla, isolato dal mondo esterno. “Erano i giorni in cui il Papa aveva abdicato e c’erano tanti giornalisti dispiaciuti di dovere tornare alla normalità”, hanno rivelato i nostri ospiti che, diciamolo, erano divertiti e in vena di confidenze. Quindi ci hanno raccontato di “red carpet” percorsi con gioia, di conti che rischiavano di essere non pagati in pizzeria, di vestiti regalati e interviste molto diverse tra loro. Ma non preoccupatevi, non c’è solo il Festival nell’intervista: siamo infatti “entrati” in sala prove, scoprendo il momento esatto in cui è stata registrata “Agosto” (“Per noi suonarla è un rituale“, ci ha detto Elena) e, tra le tante altre cose, anche i soprannomi che hanno i componenti della band.

Insomma, ancora una volta i Perturbazione si rivelano dei musicisti e, insieme, degli esseri umani, davvero speciali. Alla prossima volta!

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