Tutti seduti insieme a Courtney Barnett – AUDIO&VIDEO

Courtney Barnett

Londra, 30 mar. – Al tempo della vita filtrata da Instagram, vetrina preferita per molte band in tour e delle interviste rilasciate per un podcast che ascolteremo quando avremo tempo, capita sempre meno di fermarsi meravigliati per aver goduto di un’intensa esperienza artistica dal vivo. Il merito stavolta è di Courtney Barnett , musicista, poetessa e disegnatrice: un personaggio che un tempo sarebbe stato definito un’artista “a tutto tondo”.

Martedì 24 marzo è uscito il suo nuovo disco, il primo LP completo dopo due EP e qualche singolo. Si chiama Sometimes I Sit and Think, and Sometimes I Just Sit e Courtney l’ha presentato integralmente per la prima volta lunedì sera in un evento esclusivo in piena Shoreditch, nel centro di Londra.

L’evento rispecchiava l’animo sfaccettato della songwriter australiana, infatti lo showcase era diviso in due parti. Si è cominciato con un aperitivo al piano superiore della Red Gallery, una piccola galleria d’arte dove erano esposte foto di Courtney e della sua band insieme ai suoi quadri, una ventina di stampe raffiguranti un soggetto da cui pare ossessionata: le sedie, da quella del suo bar preferito a quella dello studio del papà o quella del salotto dopo una fortunosa riparazione.

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Al piano inferiore si è celebrata la musica. Il set è stato aperto dall’amico e compagno di etichetta di Courtney, Fraser A. Gorman, 23 anni, anche lui australiano e per la prima volta nella vita in Inghilterra. Come ha ribadito Barnett in alcune interviste, è difficilissimo per musicisti australiani muoversi e suonare all’estero, il salto comporta sacrifici economici insostenibili per una band o un cantante agli esordi. Fraser, dai riccioli che ricordano un giovane Bob Dylan, sembra infatti particolarmente soddisfatto della sua prima giornata inglese passata a Shoreditch, tanto da parlarne entusiasticamente fra le canzoni, tratte dal suo primo album in uscita a Giugno.

Subito dopo è il momento di Courtney, accompagnata sul piccolo palco da Bones Sloane al basso e Dave Mudie alla batteria. Un telo bianco con semplici proiezioni di visual colorati, non serve nient’altro al trio per rapire il pubblico. Courtney è visibilmente emozionata e non parla tanto, sorride e aggiunge qualche piccolo commento condito da moltissimi “grazie”.

Ci strappa quasi una lacrima quando in “An Illustration of Loneliness (Sleepless in New York)” racconta della sua quotidianità e di come, fra una nuotata in piscina e una notte insonne, le manchi la partner Jen Cloher, anch’essa musicista. Il singolo “Pedestrian At Best” dal vivo è forse ancora più coinvolgente che su disco. In generale il concerto conferma l’impressione che la Barnett viva la sua vita profondamente ma come pochi artisti riesca a raccontarla in poesia e melodia trasmettendo autentica semplicità. È straordinaria la sua capacità di meravigliarsi delle piccole cose come se le vedesse per la prima volta e farcele ammirare anche a noi distratti che non le notiamo. Forse il fanciullino di Pascoli è passato anche in Australia?

Mentre giravo tra i quadri delle sedie risuonanti delle canzoni di Courtney mi è tornata in mente l’efficace sintesi di Bukowski che spiegava come l’intellettuale sia un individuo che dice una cosa semplice in modo difficile mentre l’artista è in grado di dire una cosa difficile in modo semplice. Non vi sono dubbi tra quale schiera sia seduta Courtney Barnett.

Pedestrian at Best, Courtney Barnett live at Red Gallery, London, 23.03.2015

      Depreston - Courtney Barnett

Depreston, Courtney Barnett live at Red Gallery, London, 23.03.2015

Clicca qui per ascoltare il podcast della puntata di GingerAle sull’evento e Courtney Barnett.

Ringrazio calorosamente Spin-Go! per la possibilità concessa di partecipare all’evento. 

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