Scuola, per i sindacati i tagli sono una beffa

11 ago. -Alle primarie di Bologna è allarme tagli. Flc-Cgil e Cisl scuola denunciano «la beffa: non solo non si danno i posti necessari, ma si taglia ancora alle elementari».

«Per recuperare 24 posti di lingua inglese (contro una necessità stimata in 64 unità che lo Stato è obbligato a dare) li si tolgono alle scuole cosiddette “ricche a tempo pieno“, per le quali la garanzia di legge, a salvaguardia di un preciso modello didattico, di due insegnanti per classe evidentemente non vale più» – scrivono i sindacati.
«La domanda di scuola dell’infanzia e di tempo pieno restano inevase, insegnamenti previsti per legge non sono ancora garantiti così come il rispetto delle norme di sicurezza, ma per la prima volta nella storia della scuola bolognese le risorse calano rispetto all’organico di diritto. Si era già denunciato un saldo negativo di nove posti (che pagherà la scuola superiore), ma in realtà è l’intera scuola bolognese ad essere tagliata» con lo spostamento di docenti per garantire le ore di inglese.

Il problema non è solo di Bologna ma di tutta la regione. L’Emilia-Romagna, rilevano Cgil e Cisl in una nota congiunta, «evidentemente, non è la Lombardia che è stata in questi giorni beneficiata con un minore taglio di 1.040 unità da destinarsi al tempo pieno, all’infanzia, all’alfabetizzazione degli stranieri, all’inglese nella scuola primaria che ci risulta non se la passino benissimo anche in casa nostra». E così non solo si assiste allo «smantellamento storico della buona scuola pubblica, ma anche alle clientele elettorali: una vergogna completa». Ora la speranza è che le famiglie non restino a guardare e si affianchino alla mobilitazione indetta dai sindacati che hanno già proclamato lo stato di agitazione.
Le assunzioni in ruolo autorizzate con il decreto del 4 agosto dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (cioe’ 616 insegnanti in piu’ per l’Emilia-Romagna) «non rispondono né alle attese, né tantomeno al fabbisogno delle scuole, se si rapportano al numero dei posti vacanti che risultano in regione». I segretari regionali dei sindacati della scuola stroncano così il piano che stabilizzerà 186 maestri delle scuole dell’infanzia, 86 delle elementari, 53 alle medie, 39 alle superiori e 251 per il sostegno. «Serve molto di più», dicono i sindacati: rispetto a 3.063 posti disponibili di scuola comune verranno effettuate solo 364 nomine in ruolo, mentre su 506 posti disponibili su sostegno ne verranno coperti 251.

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