Scorie tossiche sotto Hera. C’è l’inchiesta della Procura

Bologna, 17 nov. – La presunta presenza di scorie tossiche nel terreno sottostante la sede di Hera a Bologna, in viale Berti Pichat, di cui ha trattato ieri sera ‘Report’ su Rai3, è al centro di un’inchiesta della Procura.
Il fascicolo, in mano al pm Giuseppe Di Giorgio con delega d’indagine ai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), nasce in seguito a due denunce risalenti a prima dell’estate e riguardano il contenzioso tra la multiutiliy e il titolare della società Cogefer sull’acquisto di un lotto di terreno nell’area, per edificarlo.

La trattativa si interruppe e sulla rescissione del contratto è in atto una causa civile tra le due parti. Da una parte Hera ritiene che l’immagine della società sia stata danneggiata da ipotesi calunniose nel corso della causa civile e fece partire nel marzo 2014 una denuncia firmata dal presidente Tomaso Tommasi di Vignano.
Dall’altra parte c’è la contro-denuncia, partita nel maggio 2014, del titolare di Cogefer, Corrado Sallustro che si ritiene danneggiato dalla presenza del materiale pericoloso in un’area confinante a quella dove sarebbe dovuto sorgere il cantiere.

Nel registro degli indagati, per le due indagini distinte, risultano iscritti per atto dovuto sia il presidente di Hera, Tommasi di Vignano, che l’ad di Cogefer, Sallustro. Il primo accusato di reati ambientali, il secondo per calunnia.
L’indagine di Procura e carabinieri avanza con accertamenti documentali. Per verificare la presenza delle scorie occorrerebbe procedere con carotaggi nel terreno. Non è escluso che si possano fare, ma una difficoltà è rappresentata dal fatto che l’area dove si dovrebbe scavare è edificata.

La Procura ha acquisito la registrazione della trasmissione di Report che, come ha spiegato il procuratore aggiunto Valter Giovannini,  “fornità oggetto  di approfondimento”

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