Sciopero per il clima: “È solo l’inizio”. Prossima tappa Prati di Caprara

 

Bologna, 15 mar. – Quando ha creato il primo evento ‘Fridays for Future’, Caterina Noto non avrebbe mai immaginato che sarebbe andata così. Era il 15 febbraio e guardava alla svedese Greta Thunberg mentre iniziava a mobilitarsi: “Volevo fare qualcosa anche io, è stato lanciato un evento su Facebook e pensavo che in piazza ci saremmo ritrovati solo noi. Eravamo 150”. Con il passare delle settimane, dice, “questa cosa è diventata più grande di me, si sono mobilitate scuole superiori, addirittura anche le elementari. Poi in piazza non si sono presentati solo gli studenti ma anche le famiglie, gruppi da altre città”.

Oggi studenti e docenti stanno scendendo in piazza per il primo sciopero mondiale per il clima, “per chiedere azioni concrete dal Governo in merito al cambiamento climatico: perché la Cop di Parigi non è stata rispettata? Perché le direttive europee sono sempre al 2030 o al 2050? È troppo tardi”. Ma le ragioni sono anche locali: “La cementificazione dei Prati di Caprara non dovrebbe accadere, nemmeno l’allargamento della tangenziale, il Parco Talon che vogliono privatizzare ed è grave, la raccolta differenziata con il porta a porta che a Bologna non funziona”. E l’idea è quella di proseguire dopo questo 15 marzo proprio concentrandosi sulle lotte del territorio, diventando un “movimento cittadino che ogni venerdì sciopera in maniera itinerante”.

      intervista a Caterina Noto, referente FFF Bologna

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