Sciopero dei bus, adesione al 60%

Un accordo definito un’elemosina e un salto indietro di 25 anni. RdB e Uil-Trasporti bocciano il testo del contratto integrativo, firmato da due giorni fa da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Faisa-Cisal Ugl e Sdl, queste le ragioni dello sciopero dalle 11 alle 15 del primo giugno. Ora le RdB e la Uil, che non hanno firmato l’accordo, dopo essersi dati appuntamento con fischietti e bandiere davanti la sede di via Saliceto, cantano vittoria e dicono: questo è il vero referendum tra i lavoratori; aprono infine chiedendo di ritornare alla trattativa unitaria. L’adesione, secondo il sindacato, sarebbe del 60%, con punte dell’80 in alcuni reparti.

I sindacati di base lamentano una trattativa “segreta”, condotta solo con le altre sigle sindacali e definiscono “poco trasparenti” le modalità con cui è stato indetto il referendum tra i lavoratori (iniziato oggi), che deve decidere l’approvazione o meno dell’accordo.

Quanto ai contenuti, precisano che l’aumento di 250 euro (contro i 1000 richiesti nella piattaforma iniziale) andrà a beneficio dei soli lavoratori con lunga anzianità di servizio e di chi non farà assenze. Inoltre lamentano un aumento della prestazione oraria che riduce il tempo per il recupero psico-fisico. Infine, denunciano un trattamento sfavorevole per i neo assunti, che avranno a disposizione 20 riposi annuali in meno, contrariamente alla scelta annunciata di riequilibrare i trattamenti a favore dei giovani.

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