Sciopero al parcheggio. Lavoratori Ncv a rischio licenziamento

Coopertone 2Bologna, 30 ott. – L’odissea degli ex lavoratori di Coopertone, la società che gestiva i servizi di sosta in città fallita a marzo 2013, non sembra vicina a un epilogo. In bilico ci sono i posti di 40 lavoratori dell’ex cooperativa, che oggi hanno scioperato con Filcams, Uiltrasporti e Usb al parcheggio Staveco, impedendo alle macchine di entrare dai viali. Per 17 di loro, addetti ai contrassegni, si profila l’assunzione da parte di Tper. Mentre non si muove ancora niente per i colleghi addetti ai parcheggi, che dal primo gennaio 2015 potrebbero essere lasciati a casa da Ncv, la cooperativa di Crespellano subentrata a Coopertone.

Per gli operatori dei parcheggi “la battaglia è ancora aperta”, avverte Salvatore Amato della Uil. Costretti a diventare soci Ncv i lavoratori hanno dovuto sborsare 6.500 euro di tasca propria per la quota associativa e per questo “non possono neanche ottenere la disoccupazione”, spiega Amato.

Klaus Mosi della Filcams-Cgil, annunciando una nuova protesta con presidio davanti alla sede di Tper per domani mattina, chiama in causa tutti gli attori coinvolti nella vicenda: “Serve un atto di responsabilità da parte di Tper, Ncv e Comune. Stiamo parlando di 16 famiglie e di 16 lavoratori che da 15 anni svolgono questo servizio”.

Intanto per l’11 novembre è stato convocato un tavolo in Provincia per discutere sul futuro degli ex Coopertone, ma i sindacati chiedono di anticipare la data visto che “i lavoratori sono esasperati e dal 31 dicembre non hanno certezze”.
Inoltre, per Gianni Cremonini dell’Usb, nella vicenda “c’è puzza di insabbiamento perché non risultano avvisi di garanzia nè fallimenti definitivi”. Della Coopertone non si hanno più notizie, ricorda il sindacalista. In più “Tper aveva milioni di crediti da riscuotere, ma non sembra interessata a riavere i soldi”.

Abbiamo intervistato Massimo Bianconi di Ncv

E Gianni Cremonini di Usb

Giovanni Panebianco

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